In questa pagina trovate informazioni e notizie legate principalmente alla mia attività di regia documentaria e cinematografica, ma anche scritti, riflessioni, diari di viaggio, appunti.

OndAnomala

Qui potete scaricare il numero II dell'anno X dI OndAnomala, giornale studentesco del liceo classico di Roma Pilo Albertelli, dove mi hanno fatto una delle interviste più chiare che io abbia mai letto. D'accordo con loro metto qui a disposizione il link al giornale, perché credo sarebbe davvero bello diffonderlo anche in altri licei interessati.

Grazie alla redazione di OndAnomala e a Danila Gaggiotti autrice dell'intervista.

IBI - dal 19 ottobre nelle sale

Esce nelle sale il 19 ottobre il mio nuovo documentario IBI, presentato al 70° Festival di Locarno, prodotto da JoleFilm con RaiCinema e distribuito da ZaLab.

Il 18 Ottobre ore 15.00 anteprima speciale alla Camera dei Deputati (info e prenotazioni: Marcon_g@camera.it) e il 21 Ottobre proiezione speciale alla Reggia di Caserta con inaugurazione della prima mostra delle fotografie di IBI - Ibitocho Sehounbiatou
Per organizzare proiezioni: distribuzione@zlab.org

 

"L'ordine inquieto delle cose" di Gianfranco Bettin su "Gli Asini"

Esce in questi gironi sulla Rivista "Gli Asini"  un articolo di Gianfranco Bettin sul mio film L'Ordine delle Cose, leggendolo ho capito cose che non sapevo sul mio film. Così ho pensato di pubblcarne un estratto qui. Il resto lo trovate in libreria, insieme ad altri importanti articoli. Comprate "Gli Asini". 


L'ordine inquieto delle cose.
di Gianfranco Bettin
Le migrazioni sono il movimento reale che cambia lo stato di cose presente. Che lo cambia davvero, in profondità e in estensione, che lo cambia di natura. A volte in modo lento, nel tempo lungo e negli spazi dilatati della storia umana e del mondo intero. A volte in modo urgente, drammatico, come nell’attuale contingenza d’epoca e nel nostro specifico crocevia geografico, mediterraneo. E’ così da sempre, dalla notte dei tempi, e ciò malgrado, ogni volta i custodi dell’ordine delle cose reagiscono spiazzati e impauriti. Registrano e descrivono i movimenti migratori come meri fattori di disordine e minaccia, ignorando che tali distorsioni sono direttamente proporzionali all’incapacità di accettarli e gestirli con raziocinio e giustizia.