Andrea Segre

In questa pagina trovate informazioni e notizie legate principalmente alla mia attività di regia documentaria e cinematografica, ma anche scritti, riflessioni, diari di viaggio, appunti.

25 aprile 2017
NON DOVREBBERO ESSERE LE ONG A SALVARE I MIGRANTI
Tra tutte le sue pericolose follie c’è una cosa su cui Grillo, senza volerlo, ha ragione: non dovrebbero essere le ONG a salvare i migranti nel Mediterraneo. Ovviamente Grillo lo dice solo perché ha bisogno di guadagnare voti a destra, ma la questione, a parte le pericolose demagogie dei 5stelle, merita di essere affrontata seriamente. Continua a leggere qui.

LES SAUTEURS - IL FILM CHE TI GUARDA
ZaLab sta distribuendo in Italia un film speciale, perché è un film che ti guarda. L'ho presentato in due sale e ho visto gli occhi degli spettatori alla fine. Qui rivolgo a tutti un invito speciale.


COME VEDERE I MIEI FILM-TO WATCH MY FILMS:
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- I SOGNI DEL LAGO SALATO (2015 - subt ita)

- LA PRIMA NEVE (2013 - subt ita)

- INDEBITO - (2013-subt ita)






- LA MAL'OMBRA (2007 - subt ita, eng)

Per i seguenti documentari - For the following docs
- A META' (2001)
scrivete a - please write to:
distribuzione@zalab.org

E' in vendita anche il mio libro

News, scritti e riflessioni

LIBERTA' E DIRITTI PER GABRIELE DEL GRANDE
FesteggiamDecine di iniziative in tutta Italia per chiedere la liberazione di Gabriele. Leggi qui l'appello
Per aderire: iostocongabrielelibero@gmail.com

DALLA LA CERIMONIA PER SANDRINE ALL' ASSEMBLEA VENETA PER L'ACCOGLIENZA DEGNA E DIFFUSA
Dopo la cerimonia per Sandrine di domenica 15 gennaio a Cona gli organizzatori hanno deciso di convocare per sabato 28 gennaio a Padova l'assemblea regionale per chiedere tutti insieme il superamento dei centri come Cona e per costruire un'accoglienza degna e diffusa. Questi i miei articoli collegati a queste importanti iniziative: IL VENETO CHE NON TI ASPETTI - LA CERIMONIA PER SANDRINE e IL CORAGGIO DI CHIEDERE SCUSA

DAL CENTRO AI CENTRI
Dopo la morte di Sandrine Bakayoko nel centro di Cona(VE) ripubblico una proposta rivolta alle molte città del nord che continuano a rifiutare progetti di accoglienza. Accoglienza: dai centri o al centro.

In occasione della Foto di Auguri 2017, tradizionale appuntamento natalizio a Piazza Vittorio organizzato da molte associazioni del quartiere, scrivo poche righe di proposte, come promesso in seguito all'articolo pubblicato il 20 novembre Sorrentino, Piazza Vittorio e la crisi di Roma che è stato letto da circa 30mila persone nei giorni scorsi.

Potete leggere le proposte qui


Si può rivalutare un quartiere senza creare esclusione?
Ho letto l'intervista-appello di Paolo Sorrentino su Il Messaggero di ieri, sabato 19 Novembre. Da due anni vivo a Piazza Vittorio e leggendo le parole di Sorrentino provo un certo spaesamento. Da una parte condivido la sua preoccupazione per alcune evidenti e inaccettabili non-curanze degli spazi pubblici, ma dall'altra il suo appello un po' mi preoccupa e mi aiuta a riflettere su quale sia la vera crisi della città in cui vivo. Qui ho provato a raccontare il mio pensiero?


Insieme ad Andrea Segré (quello con l'accento…come ci capita di scherzare insieme) e a molte associazioni calabresi il 10 e 11 dicembre cammineremo tra gli agrumeti e i paesi della Piana di Gioia Tauro per capire le connessioni tra diritti dei braccianti, agricoltura, grande distribuzione e abitudini di consumo. Il tutto, in collaborazione con Internazionale, sarà seguito in diretta da ZaLab .

Con due splendid film ZaLab rinnova la sua distribuzione.
PATIENCE PATIENCE (che presento il 24 novembre all'Apollo 11 insieme a Concita De Gregorio) su un gruppo di donne marocchine immigrate in Blegio che si riprendono la loro vita e GAYBYBABY splendido ritratto di quattro figli di famiglie gay.



Dalla Cina alla Libia passando per Ferrara. Dal 30 settembre al 2 ottobre sarò al Festival di Internazionale a Ferrara insieme a ZaLab e FuoriRotta per presentare i lavori di due documentaristi con cui ho condiviso quest'anno racconti e immagini: Davide Crudetti e Khalifa Abu Kraisse

LAGUNA SUD 2017
Dal 25 al 28 Agosto si è svolta la seconda edizione del festival Laguna Sud, svoltosi a Chioggia in collaborazione con della Giornate degli Autori.
Qui trovate i video realizzati durante il laboratorio coordinato quest'anno ad me e Agostino Ferrente.
TERRORISMO E NORMALITA'
siamo capaci di proporre altro?
L'unica reazione al terrore sembra la conservazione della normalità. Ma non è forse la normalità stessa ad ospitare il terrore?

Diari dalla Libia 2016
LA PRIMAVERA DI KELLY A TRIPOLI
In questi giorni la Libia vive un momento molto delicato. Da noi se ne parla solo per paura che dal caos libico possa emergere un altro spazio di potere dell'IS. In realtà sappiamo poco o niente. Ho chiesto ad un amico videomaker di Tripoli di aiutarci a capire. Leggete qui le sue lettere.
Libyan Diaries 2016
KELLY'S SPRING 2016
I've asked a libyan videomaker to tell us how is the life in Tripoli in these days of tension and crisis. Read the diaries from Tripoli

No Triv
REFERENDUM VERO O KAZAKO?

Il 20 marzo si tengono in Kazakistan elezioni legislative anticipate. La cosa ovviamente non fa alcuna notizia in Italia, ma ha invece molto a che vedere con un'altra importante non-notizia: il referendum del 17 aprile contro le trivellazioni lungo le coste dell'Adriatico. Continua a leggere qui


FUORIROTTA - IL NUOVO BANDO
Oltre 320 i progetti arrivati al nuovo bando Fuorirotta.
I risultati si avranno entro il 15 maggio
Per altre informazioni: info@fuorirotta.org

DOPO FUOCOAMMARE
Lettera aperta all'Europa che si è commossa.

La ferocia e la banalità del male si sono uniti in istanti di cinema, che la maestria di Rosi ha saputo cogliere dal corpo ferito dell'umanità.

Ora è a mio avviso necessario che quell'emozione non risolva e non pulisca le coscienze. Continua a leggere...


SPECIALE - 10 anni di ZaLab
L'associazione che ho contribuito a fondare e che ha prodotto e distribuito molti dei miei documentari festeggia i suoi 10 anni di vita e lancia delle super offerte per acquistare i nostri film e sostenere la nostra indipendenza!

LO SCIOPERO DELL'AIUTO
In tanti, troppi dicono che il 2015 è stato l'anno della consapevolezza europea del dramma dei migranti. C'è qualcosa che non funziona però in questa consapevolezza. Ho provato a capirlo ed è nato questo pezzo "Lo sciopero dell'aiuto" (pubblicato il 31.12 sulle pagine dei quotidiani locali del gruppo Espresso)

IL PARADOSSO DI ILIA
Sono stato al confine tra Grecia e Macedonia. Ho incontrato alcune storie assai utili per capire cosa sta succedendo in e intorno all'Europa. Tra queste quella di Ilia, che qui potete leggere.

LA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI - Venezia 11 settembre 2015

Bellocchio, Servillo, Saviano, Mastrandrea, Paolini e molti altri. Il mondo del cinema e della cultura finalmente si mobilita per rompere il silenzio sui diritti di rifugiati e migranti ed invita tutti venerdì 11 settembre a camminare scalzi lungo le vie del Lido fino al Palazzo del Cinema.

LEGGI QUI L'APPELLO E PARTECIPA









Andrea Segre

Scritti e News

2015

Novembre 2015

M.I.N.I. Expo - Made in the New Italy

C'è una nuova Italia dietro ai nostri pomodori, alle nostre arance.. Scoprile con ZaLab e Repubblica.tv


Ottobre 2015

GORIZIA-FRIULI-ITALIA - La vergogna ordinaria

Mercoledì 14 ottobre l'Isonzo rischiava di esondare e di portare via con sé le vite di 150 esseri umani. Ma nessuno se ne preoccupava, perché? Leggete qui. Il post in poche ore ha ricevuto migliaia di visite e molti commenti. Qui la mia risposta ai commenti più critici.


Settembre 2015

LAGUNA SUD - il cinema a Chioggia e Pellestrina

...come se uno dei grandi schermi della Mostra uscisse dal Palazzo e navigasse galleggiando verso Sud, lungo le rive della laguna.

Si è svolto a Chioggia dal 20 al 24 agosto il festival Laguna Sud - il cinema fuori dal Palazzo.


Agosto 2015

PROFUGHI SI, PROFUGHI NO, MA PERCHE'?

La mia opinione è che sia snervante e miope continuare a dividerci tra profughi si e profughi no. In questo articolo pubblicato sui quotidiani locali di Padova, Treviso e Venezia spiego perché.


5 luglio 2015 Referendum in Grecia

LA RABBIA DI POPPI

Poppi ieri notte non ha dormito e capire perché è oggi necessario per tutti noi. Continua a leggere qui

English: Poppi's Rage ; Español: Poppi no durmiò anoche



Aprile 2015

IS E MIGRANTI, LA GRANDE CONFUSIONE


Marzo 2015

L'ALZHEIMER DI SALVINI

La politica è una triste tecnica mediatica.


Gennaio 2015 - elezioni greche

LA SCELTA DI TETI

Teti è la protagonista del breve documentario prodotto per Internazionale sul giorno della speranza ad Atene Guarda LA SCELTA DI TETI (prima parte); Guarda LA SCELTA DI TETI (seconda parte)



- scopri i progetti finanziati da LA PRIMA SCUOLA


Dicembre 2014

Ottobre 2013 - Dopo la tragedia di Lampedusa

21.07.2013 In occasione dell'anteprima di Indebito a Locarno, pubblico due testi nati da riflessioni che hanno accompagnato la realizzazione di questo nuovo film: Il coraggio di esistere e L'esercito della competizione. Buona lettura.
15.05.2013 Insieme per lo Ius Soli: per sostenere il Disegno di Legge sul nuovo diritto di cittadinanza e per fermare i Ladroni Padani, che per vent'anni ci hanno rubato il futuro.
23.02.2013 Sono stato a Piazza San Giovanni alla chiusura della campagna elettorale del M5S. Queste le mie riflessioni: De Grillo elettorale 2 - dopo San Giovanni
19.02.2013 A pochi giorni dalle elezioni politiche 2013, una riflessione sul voto; un approfondimento critico su contenuti, modalità e rischi del MOvimento5Stelle: De Grillo elettorale
28.01.2013 Escono i dvd di Io Sono Li e Mare Chiuso, e ZaLab distribuisce un film fondamentale, Vol Special. Dedicato a chi ha il coraggio di dichiarare chi è davvero illegale.
29.08.2012 Alla 69 Mostra del Cinema di Venezia ci saranno due proiezioni speciali di Mare Chiuso (31 agosto alle 15.00 in Sala Perla 2) e di Io Sono Li (4 settembre alle 14.30 in Sala Pasinetti). IN questo occasione ho scritto due riflessioni: "Ma alla fine in realtà ci annoiamo" e "La dolce nave nel mare chiuso". Buona lettura.
6.06.2012 ZaLab in collaborazione con Amnesty e OpenSocietyFundations ha lanciato la campagna 20 giugno - MAI PIU' RESPINTI.
18.04.2012 Compaiono le foto di due migranti legati e scotchati durante volo di espulsione. I politici italiani si indignano. Ipocritamente. Nessun Krumiro al Cioccolato.
15.03.2012 Esce in Italia il mio nuovo documentario MARE CHIUSO sulle violenze italiane durante i respingimenti dei migranti africani in Libia.
3.02.2012 L'Italia è stata condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani per aver operato i respingimenti in LIbia. contro centinaia di migranti. Un giorno di giustizia, tristezza e speranza.
1.01.2012 In occasione del viaggio di Monti in LIbia, ZaLab lancia un appello e presenta il trailer del nuovo documentario realizzato da me e Stefano Liberti sui respingimenti dei migranti del 2009-2010: MARE CHIUSO (in uscita a fine marzo 2012) - vedi il trailer
08.01.2011 L'omicidio di Joy e Zhou Zheng è dolore e indignazione. In quelle strade ho girato le prime scene di Io Sono Li. Oggi sono stato a vedere Le Candele di Torpignattara
13.12.2011 Ci sono molte persone che vorrebbero vedere Io Sono Li, ma non lo trovano nella loro città. Per questo abbiamo lanciato l'idea di IO VOGLIO VEDERE.


Consulta tutto l'archivio degli scritti cliccando QUI o delle news cliccando QUI

De Grillo Elettorale

Leggete anche: De Grillo elettorale 2 - dopo San Giovanni

Ho cercato in questi giorni di studiare e capire il Movimento di Beppe Grillo, rilevante novità politica di questo nostro bizzarro Paese e catalizzatore di molte energie e attenzioni da parte di tanti cittadini, in particolare miei coetanei.

Non condivido i giudizi affrettati di chi lo definisce un movimento pericoloso perché simil-fascista, nè ritengo ragionevole prendere posizioni aprioristiche che ne esaltino o neghino il ruolo di novità storicamente rilevante. Ma dopo alcuni giorni di studio, lettura e ascolto (basati sui materiali multimediali prodotti dal Movimento stesso) sento il bisogno di mettere in evidenza i rischi e le ambiguità del fenomeno.
Lo faccio pubblicamente sul mio blog per un semplice ed unico motivo: perché sino ad ora ho trovato ben pochi approfondimenti sugli aspetti critici di questo movimento, ma solo sentenze e pareri mediatici pro o contro.
Penso che sia importante in questa fase storica avere l'occasione di riflettere prima di farsi trasportare da facili e comprensibili ondate di voto-protesta.
Questo è lo scopo del breve testo che segue: collaborare a un confronto che fin qui mi pare essere mancato, per discutere e pensare prima del voto.
Ho l'impressione che molti tra coloro che votano o pensano di votare questo Movimento, non si siano mai fermati a riflettere e analizzare con calma.
Il mio è un invito a farlo. Con attenzione.


Sono tre le caratteristiche fondamentali del Movimento

1.
La protesta.
Il Movimento è coeso intorno alla protesta e di fatto ha solo due orizzonti progettuali propositivi tendenzialmente (ma non sempre) condivisi al suo interno: la riforma delle politiche energetiche verso un sistema più sostenibile e la diffusione dell'informazione digitale libera e accessibile a tutti.
Più incertezza e ambiguità c'è su altre indicazioni progettuali, tenute per questo molto più defilate, come ad esempio scuola e sanità pubblica (molti gruppi del nord evitano di riprendere questi punti del programma, evidenziando maggiormente la riduzione del peso fiscale) o il reddito di cittadinanza (spesso sbandierato dal leader, ma altrettanto spesso taciuto dalle sezioni locali).
Ben più condivisi e sbandierati sono invece slogan e proposte distruttive, su cui si cementa il movimento: taglio dei costi della politica, abbattimento dei privilegi di trust finanziari, punizione delle corruzioni, abolizione di strutture e rendite di posizione, riduzione degli sprechi, fine dei partiti e simili.
Nel loro programma le parole più usate (oltre il 60% dei punti) sono infatti: abolizione, eliminazione e riduzione.
Tutto è ricostruibile a partire dall'abolizione di sprechi e privilegi. In particolare della classe politica.
(Mai si parla, o almeno così mi pare, di riduzione e tagli dei privilegi del mondo dello spettacolo. Ma capisco la faziosità di questa parentesi e come tale rimane).
Nulla invece esiste sui diritti non materiali, ovvero sulla concezione ideale che sta alla base di un progetto di società: niente su diritti civili,niente su diritti di cittadinanza, niente sui diritti della persona. In altre parole il Movimento rimane volutamente ambiguo su temi quali: aborto, coppie omosessuali, immigrazione, diritto d'asilo, carceri, testamento biologico e molti altri. 
Assolutamente assente (se non per critica ai potenti dell'austerity) la politica estera.
In questo modo il movimento può raccogliere voti in tutte le direzioni. Molti post-fascisti, ex-leghisti e delusi berlusconiani votano per Grillo, nonostante le proposte progettuali sopra citate sembrino tutte sbilanciate a sinistra. In realtà rappresentano la parte meno importante. Ciò che unisce e dirige il consenso è il "mandiamoli tutti a casa". Il resto è o silenziato o inesistente.

2.
La gente comune e il non-partito.
I candidati sono tutti (tranne Grillo) "semplici cittadini", "gente comune", non hanno una storia, una provenienza, un'appartenza politica. E non devono averla. Perchè di base un movimento che esiste solo per abbattere il sistema e per osannare un capo-comico, non può certo proporre una classe dirigente: sarebbe una contraddizione in termini. La gran parte dei curricula dei candidati (ne ho letti una cinquantina tra i più rilevanti) sottolineano la non aderenza a nessun gruppo politico, l'estraneità all'azione politica e di conseguenza la propria "pulita normalità". (Oltre alla costante retorica ben oliata della frase "fedina penale pulita").
E' esattamente l'uomo qualunque, l'uno di noialtri di molti movimenti di protesta e malcontento già visti nella storia italiana e non solo.
A tale caratteristica centrale è poi affiancata la dichiarata assenza di regole e statuto, per dare spazio alla partecipazione diretta di tutti. Non sono previste (se non in informali regolamenti telematici) modalità di elezione dei dirigenti, non sono previsti dirigenti, tanto meno è prevista alcuna possibilità di controllo dei (non)dirigenti.
Tutti e nessuno, per voler sintetizzare.
Tranne...

3.
Il leader
Nulla esisterebbe di tutto ciò che il Movimento è, senza il carisma e la centralità di Beppe Grillo e della sua struttura manageriale e pubblicitaria privata. Tutti i suoi comizi sono monologhi comico-spettacolari di almeno 50', intorno ai quali sono concessi pochi minuti di presenza ai candidati locali. Non mi riferisco, attenzione, a come i comizi vengono rappresentati dai media, ma come vengono comunicati dal Movimento stesso. Grandissima parte dei video caricati nei vari blog riprendono solo l'intervento di Grillo. Gli altri presenti sono o oscurati o ridotti. O probabilmente spesso nemmeno parlano.
Non essendoci statuto non c'è nemmeno alcuna possibilità di controllare, criticare, modificare il pensiero del leader, che fornisce al movimento idee e parole d'ordine attraverso "comunicati politici" (si chiamano proprio così) molto simili a vaticini o sentenze inappellabili.
D'altronde è lui che garantisce sostenibilità, visibilità e fascino del movimento. E la cosa più interessante a questo proposito è la lettura della stampa internazionale: gli italiani passano dal Cavaliere al Comico, questa la non facile opinione extra-nazionale che accompagna questo passaggio storico. Una reputazione che certo non aiuta la necessità di sprovincializzare e riqualificare il paese.


Queste tre caratteristiche unite aprono a tre principali rischi, che sintetizzo in forma di domande:
1. Cosa succede nel momento in cui i tanti nessuno assumono ruoli istituzionali e scoprono di avere molti aspetti di discordia? Come viene gestita all'interno di un movimento che non ha regole? (è l'anticamera dell'ingovernabilità)
2. Chi decide in questa confusione come stabilire la direzione da prendere se non l'unico leader acclamato e necessario? (è il rischio di una deriva autoritario)
3. Esiste un modo per arginare all'interno del movimento eventuali iniziative di un eventuale nessuno diventato potente? (è la condizione più fertile della corruttibilità)

E concludo con una domanda finale che nasce dalla sintesi di questi passaggi: vale davvero la pena, in un momento di giusta e comprensibile rabbia, affidare questo passaggio a chi non sappiamo in cosa ma solo contro cosa crede? A chi ci dice: io questa cosa non chiara nemmeno la so fare, ma voglio provarci comunque, ma senza una forma di regolamento e controllo democratico?

So che esiste una fatidica reazione finale a tutto ciò: va bene, ma esiste qualcun altro di cui fidarsi?
Beh, io leggendo, confrontando e ascoltando il mio "qualcun altro" l'ho trovato. Qualcuno con cui condivido idee e orizzonti progettuali, valori e speranze, non solo rabbia e confuso nichilismo. Ma non sono certo qui a fare campagna elettorale. Lo voterò e ovviamente dentro di me spero lo votiate anche voi.

Buon voto a tutti
a


30 commenti:

  1. Rispondo sinteticamente ai tuoi dilemmi:
    1) i problemi li risolveremo quando si presenteranno
    il movimento ha un non-statuto che deve essere rispettato, saranno proprio i cittadini a vigilare e dare consigli ai futuri parlamentari, presidenti e consiglieri regionali.
    Riproporremo il referendum propositivo, consentendo alle persone di entrare in tutte le decisioni che riguardano le proprie vite, dalle grandi opere alla sanità ecc.

    2)Il movimento, che nasce dal basso, si avvale dell'apporto dei cittadini e non del singolo leader. Chi meglio di loro conosce le istanze del territorio? Il programma della regione Lazio ad esempio è stato partecipato, aperto ai contributi di tutti.
    Vedo molta più confusione fra le finte alleanze, disdette e ripensamenti del vecchio sistema partitocratico.

    3)Il metodo migliore per arginare eventuali teste calde sarà quello di non addormentarsi una volta in parlamento, un abitudine per i politicanti nostrani. I cittadini dovranno continuare ad essere col fiato sul collo ai propri portavoce cinque stelle. Il tempo della delega, di mettere una X e sperare che gli altri risolvano i problemi è finito. Serve partecipazione e proposte concrete. Noi le abbiamo e le abbiamo già messe in atto

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  2. Caro Andrea, innanzitutto stai facendo campagna elettorale, eccome!
    Dire "occhio, non votare Grillo, c'è di meglio sul mercato..." cos'è secondo te? Questo a me basterebbe anche solo per fare una bella tara a quanto hai scritto.
    Sono un simpatizzante del M5S ma ho numerose perplessità su di esso, molte simili a quelle da te enunciate; sicuramente non parlo a suo nome!
    Mi limito ad alcune considerazioni tra le molte che si potrebbero apporre al tuo pensiero:
    - prima di tutto, molte delle tematiche oggi molto di moda tra tutti i partiti sono state mutuate dal movimento, non prima di essere state ignorate, denigrate, derise, dagli stessi, ma ora adottate per pura convenienza senza però approfondirle più di tanto, non si sa mai.
    Ci sarebbe da ringraziarlo anche solo per questo.
    - Ci sono alcuni esempi nel paese di amministratori del M5s, e non mostrano, per ora, derive autoritarie, ingovernabilità, corruzione al loro interno
    - Abbiamo dovuto verificare che dal suo interno il sistema, così corrotto, non si riforma, tanto si è radicato e ramificato. I beneficiari di opportunità, spesso illegali, a livello politico, economico e sociale, non voteranno mai leggi che le riducano. Non ce n'è traccia. Serve un cambiamento radicale ed un rinnovo totale delle teste in cima alla piramide.
    - Parli di possibile deriva autoritaria: quella in cui siamo a te pare democrazia?
    a te sembra democratica una società in cui ogni voce dal basso, certificata e condivisa, come i referendum e le iniziative popolari, è sistematicamente ignorata e quindi sì, annichilita, derisa e frustrata?
    - quand'è stata l'ultima volta che hai sentito parlare di diritti civili dagli attuali partiti?
    - Sono d'accordo con chi dice che un ignorante onesto non sia automaticamente un politico di valore, ma ci andrei cauto a sottovalutare le moltissime teste pensanti all'interno del M5S ed anche le molte intelligenze nei vari campi. Quelli attualmente all'opera non mi sono sembrati proprio scemi ed alla mercè di Grillo come meri esecutori.

    Insomma ben vengano i grillini, sarà solo un inizio, dovremo riprendere coscienza di quello che siamo diventati e trasformarci un pò tutti, ricominciare a ragionare e partecipare attivamente alla nostra storia. Sarà dura, si faranno sicuramente dei danni, non sarà facile, ma non possiamo seminare senza prima arare per bene il terreno.
    Lo possiamo fare anche insieme ad altre forze? Forse si, ma non tra quelle tradizionali.
    Io sono convinto, per fare un esempio, che il PD non abbia voluto cambiare la legge elettorale perchè sentiva arrivato il suo turno, alla faccia delle regole democratiche, e se prenderà una randellata in molti non ci stracceremo le vesti!
    E per tornare ad uno dei tuoi timori: il solo pensare ad una deriva autoritaria gestita da Grillo ha veramente del comico!

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  3. Ciao Andrea, provo a risponderti..
    Partiamo dalla premessa che stiamo cercando di analizzare qualcosa di NUOVO, dal futuro e dagli orizzonti INCERTI.. nessuno sa cosa succederà a questo movimento, lo dice spesso anche lo stesso Grillo.
    Ho visto nascere il movimento, ci sono dentro da prima che nascesse, e ti dico in tutta franchezza che NEMMENO IO so come finirà fra qualche anno, quindi a mio parere è sbagliato o poco preciso fare una analisi con qualche giorno di approfondimento mediatico, soprattutto in fase elettorale.
    Sui vari punti:
    1_VERO: movimento nasce ed è soprattutto protesta, nessuno lo nega. pensiamo infatti che PRIMA di tutto vada cambiata QUESTA classe dirigente e QUESTA politica, soprattutto a livello nazionale.. se però ti vai cerchi le attività dei vari consiglieri comunali/regionali in giro per l'Italia, ti accorgerai che nella loro attività c'è ben poco di distruttivo, anzi! Le idee sono innumerevoli, e ti assicuro MOLTO piu CONCRETE e tangibili di quelle vediamo girare oggi nei nostri consigli comunali/regionali..
    Questo significa che la protesta, si sta trasformando anzi SI E' GIA TRASFORMATA in molte proposte. La premessa chiara comunque, è quella: DEVONO ANDARE A CASA, altrimenti, tutte le proposte del mondo saranno cassate (vedi Vday).
    2_Nessun dirigente: VERO. E' una delle basi del movimento: ricambio CONTINUO, CONTROLLO DEL DELEGATO, struttura PIATTA.Aggiungo che ogni movimento locale si AUTO-REGOLA, che è ben diverso dal non avere regolamento, nelle nostre riunioni non ci picchiamo.. discutiamo.
    3_VERO sul leader: è un tutt'uno col movimento attualmente, ma alcuni punti che analizzi come conseguenza sono errati: i "nessuno" rispondono del loro elettorato,e la maggioranza decide la posizione del gruppo. Tu fai riferimento a ruoli di GOVERNO immagino.. cioè se il ministro dell'economia non è d'accordo con quello del lavoro? succede anche ora, in ogni caso sono prospettive un po lontane, noi non ci preoccupiamo di questo..
    "Nessuno diventato potente".. niente di piu sbagliato... il concetto del movimento è proprio questo.. non è che i NOSTRI che avranno potere saranno dei santi, è che saranno continuamente CONTROLLATI dalla base, questo è l'intento e la risposta alla tua domanda...
    L'UNICO, vero dubbio riguarda la posizione su temi etici, elevati, su cui nel locale il movimento non si è ancora espresso (anche se in molti casi l'ha fatto)... cioè se questo movimento sarà in grado di darsi una PIATTAFORMA (attenzione, NON una struttura), una PIATTAFORMA su cui mantenere il controllo dei proprio eletti, come gia fa per le regionali e per i comuni, QUANTO questa PIATTAFORMA verrà influenzata dallo stesso GRILLO, con la sua forza e la sua potenza!
    E cosa succedera quando grillo non ci sara piu???
    Sono domande che non hanno risposta, indipendentemente dalle analisi.
    Quello che conta è: ORA, in QUESTO MOMENTO storico, COSA è giusto fare? non mi riferisco al voto anzi, mi riferisco a quello che Grillo dice in tutti i suoi comizi, cioè al fatto che ognuno di noi deve informarsi, criticare, ATTIVARSI e dare il suo contributo
    Tu questo lo stai facendo, e di questo sono contento, come lo sto facendo io e tanti altri come noi.
    Ciao,
    Alessandro

    RispondiElimina
  4. anch'io sono giunto a conclusioni simili a quelle di Andrea Segre. Chi risponde alle sue preoccupazioni dicendo "saranno i cittadini a consigliare gli eletti" dico che non posso fidarmi di quello che diranno i cittadini un domani: cosa succederà quando faranno scegliere ai cittadini quali e quante tasse pagare, o quali accordi internazionali fare e così via? La cosa mi proccupa.

    E qui subentra l'altra obiezione ricorrente: "non ce ne preoccupiamo ora, beghe e divergenze eventuali di governo, per esempio tra ministri, non sono il nostro orizzonte, per ora". Perfetto, io per ora non vi voto. Ma che senso ha allora fare proposte e programmi di governo se poi dite di non andarci? Non ce l'ho con voi, sono contento che esistiate e vi auguro buon lavoro, ma io vorrei eleggere un parlamento da cui esca un governo che governi. Possibilmente stabile ed efficace. Siete in grado? Se promettete di fare opposizione dura, seria e onesta, ok mi sta bene ma io cerchero' di far vincere la maggioranza di governo meno peggiore. Se invece volete governare, mi serve sapere qualche cosa di più su fisco, diritti civili, politica internazionale, democrazia interna, uso dei referendum senza quorum ecc.

    PS il programma M5S e il non-statuto li ho letti (prevengo l'obiezione più frequente in assoluto!).

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Grazie per questa tua acuta analisi. Pienamente condivisibile. Spero solo che ci sia un'approfondita riflessione da parte di ogni elettore prima che venga sprecato il solo mezzo che abbiamo, come cittadini, di far valere le nostre opinioni. Buon voto a tutti!

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  7. Ogni cambiamento porta sempre incertezze.
    L'idea che avverto di base del M5S è cambiare rispettando le regole (leggi, costituzione, etc.) e si propongono nel modo più corretto e sotto la lente di ingrandimento di tutti gli infastiditi: se ce la faranno cambieranno anche alcune regole e speriamo sopratutto che siano applicabili e non "fuffa".

    Ritengo riguardo ai tuoi timori che sia molto più "pericoloso" l'uso che fanno delle leggi i partiti attuali ben organizzati e gerarchizzati rispetto al M5S dove tanti "nessuno/qualunque" (come li definisci) sono ben più autonomi e incontrollabili. al massimo il "leader" gli scaglia "l'anatema" ma finisce li...

    Proprio riguardo la figura carismatica di Beppe Grillo al massimo, se proprio vogliamo confrontare, ha potenzialmente lo stesso "potere" di un capo di qualsiasi altro partito e non capisco perché dovremmo preoccuparci di una deriva "autoritaria".

    Personalmente penso che Grillo e il suo movimento non siano "fascisti" ma "SFASCISTI": ovvero desiderano cambiare l'apparato sopratutto nelle sue dimensioni e esosità ed è condivisibile da moltissimi non solo come protesta ma anche come onesta osservazione.

    Il termine "fascista" tanto caro a politici, giornalisti e "antipatizzanti" contraddistingue semplicemente l'incapacità di rispettare le idee diverse che sicuramente agitano gli animi più compromessi in questo sistema insostenibile. Demonizzare il nemico è cosa antica e imparata bene dai politici...

    Un appunto a margine: non esistono partiti votabili o meno, chiunque può votare quello che c'è nella scheda: è legale e si può. Sia che siano di destra o sinistra. Basta con questa "congiuntura storica" "il momento è delicato" che porta a convogliare il voto "utile": ma vogliamo scegliere correttamente chi ci rappresenta o preferiamo evitarlo?

    Io temo di più i tecnici ben organizzati e veterani che assediano la macchina dello stato e non un poco di gente non professionista della politica!

    RispondiElimina
  8. Ciao Andrea
    Ho letto con piacere la tua analisi che trovo attenta e misurata.
    Soprattutto sono piacevolmente stupito come con percorsi diversi si sia arrivati ai medesimi dubbi.
    Personalmente sono partito dal linguaggio usato dal M5S mi ha fatto specie la quantità di piccoli e grandi errori che snaturano i concetti trasmutandoli in un a parola che fa paura, affiancati dal verbo "abolire".
    Ho perso giorni in rete a documentarmi e ho trovato dietro a quegli errori una mancanza pressoché totale di approfondimento tecnico potrei citare i 20 punti per uscire dalla crisi così come la posizione sul signoraggio.
    Insomma gratta gratta ho trovato poco o nulla di concreto e allora sono tornato a ciò che avevo grattato e ho analizzato la forma.....
    La tecnica comunicativa è perfetta, aggressiva, populista, sembra copiata da sua EMITTENZA.
    Saluti
    N.

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  9. Nessuno ha risposto a ciò che correttamente ha scritto Andrea: "Nulla invece esiste sui diritti non materiali, ovvero sulla concezione ideale che sta alla base di un progetto di società: niente su diritti civili,niente su diritti di cittadinanza, niente sui diritti della persona. In altre parole il Movimento rimane volutamente ambiguo su temi quali: aborto, coppie omosessuali, immigrazione, diritto d'asilo, carceri, testamento biologico e molti altri.". Io mi trovo concorde, non ho trovato questi temi nel programma del movimento...e mi piacerebbe sapere e conoscere le idee su questi aspetti..qualcuno sa dare delle risposte? grazie!
    Marta

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  10. Andrea, complimenti per il tono e l'accuratezza della tua analisi e complimenti anche ai commentatori. Da tempo non mi capitava di leggere una discussione dove, benchè i partecipanti esprimano posizioni diverse e anche molto distanti, tutti lo facciano argomentando con pacatezza e senza insultarsi reciprocamente. Condivido l'analisi di Andrea sulle idee del movimento 5 stelle. Aggiungo poche considerazioni. Il problema principale del movimento cinque stelle è che si definisca democratico anzi il più democratico e poi nei fatti lo smentisca. La democrazia ridotta all'osso è eguaglianza dei soggetti (parità di diritti), voto paritario, libertà di espressione e partecipazione. Al leader Grillo nel suo movimento, come a Berlusconi nel suo partito e al maiale Napoleone nella Fattoria degli animali di Orwell, è riconosciuto da parte degli altri soggetti il fatto di essere più eguale. Anche la libertà di espressione risulta limitata in tutti e tre i casi. Il movimento 5 stelle già solo per queste due semplici ragioni non è un movimento democratico. Può benissimo usare tale aggettivo per definirsi, così come Berlusconi si definisce liberale senza esserlo. Per quanto riguarda il voto e la partecipazione, mi ha semplicemente sconcertato che, in un paese dove milioni di persone postano su facebook e twittano, un movimento fondato sull''uso delle nuove tecnnologie della comunicazione sia riuscito a far votare solo 22.000 persone per selezionare i propri candidati, mentre alle primarie del centrosinistra hanno partecipato oltre tre milioni di cittadini. Dove sia il nuovo e la democrazia e dove sia il bluff o l'ingenuità mi sembra evidente. Mi affascina poi come i simpatici fedeli del movimento cinque stelle credano di risolvere problemi millenari della politica ricorrendo alle tautologie. La loro isposta alla storica domanda: come possono gli uomini controllare chi li governa? infatti è: gli uomini possono controllare chi li governa, controllandoli. Sfugge ai fedeli che ciò è possibile anche oggi ma non avviene e non si comprende come e perchè dovrebbe avvenire domani, solo perchè qualcuno è convinto che così sarà. Invito gli emmecinque a leggersi quello che ha scritto un diciottenne di cinquecento anni fa, Etènne de La Boètie, quando a esprimere le proprie opinioni si correva il rischio di finire sul rogo a Campo dei Fiori non applauditi a San Giovanni, nel suo "Discorso sulla servitù volontaria", che può essere facilmente scaricato dalla rete.

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  11. Innanzitutto sono felice di questa bella discussione, a cui si aggiungono le decine di mail che molti mi stanno mandando (e per fortuna che non ho facebook, twitter o simili) e le oltre 2500 persone che in meno di 48 ore hanno letto il post facendolo circolare. Ne sono felice non certo per successo personale, ma perché dimostra come la carenza di confronto pacato e serio su questo passaggio storico sia davvero sentita.
    Rispondo qui di seguito ai vari sostenitori del M5S che hanno commentato il post, citandoli per nome e seguendo nelle risposte l'ordine delle loro osservazioni.
    Sottolineo, come Smartis, che nessuno ha risposto alla domanda: quali sono le idee e i valori del M5S sui diritti non materiali? Questo mi pare assai indicativo.

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  12. LUCA
    1. Come vigliano i cittadini se non ci son regole di controllo stabilite per rendere attuabile questo controllo? "E' il popolo che decide" lo dicevano i leader sovietici. Attenzione. I referendum propositivi nulla c'entrano con il controllo degli eletti.
    2. La partecipazione dei cittadini per la costruzione del programma è praticata o millantata da molti partiti. Non è certo il M5S il primo a farla. Ma chi può dire a Grillo "No, questo non lo puoi dire o fare" se non esiste procedura di responsabilità?
    3. Vi state candidando a elezioni parlamentari. Quindi chiedete a milioni di italiani di eleggere rappresentanti, cioè delegati. E' così che funziona. Poi la partecipazione è importante e auspicabile. Ma quei delegati devono poter rispondere delle loro responsabilità. Per questo servivano i partiti. Poi Berlusconi li ha smantellati, creando il suo partito-azienda che esiste solo con lui e i suoi soldi. Voi anche dite che i partiti sono un guaio. Bene. Cosa proponete per sostituirli? Smantellarli e non avere nulla al suo posto? Cioè siete d'accordo con Berlusconi, quindi?

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  13. Risposte a MAURIZIO
    Sto facendo informazione, critica e discussione elettorale, non campagna. Esprimo un'opinione, ma per generare dialogo. Non per urlare pro o contro e basta.
    - A cosa ti riferisci? Alle tematiche ecologiche? Beh, M5S non può certo esserne padre. A quelle anti-politica, anti-spreco, anti-corruzione? Leggi i volantini della Lega Nord del 1990-93 e scopri che sono quasi identici. Al reddito di cittadinanza? Non cito nemmeno gli innumerevoli predecessori.
    - Le espulsioni bolognesi e le incapacità decisionali parmigiane non danno molta ragione alla tua indicazione. Comunque sia, una cosa sono esperienze amministrative locali e altra la proposta politica nazionale in corso.
    - Sul cambio di persone posso essere d'accordo. Ma io voglio sapere come queste persone pensano di cambiare e per saperlo devo conoscere i loro valori e le loro idee di società. Se non me lo dicono e mi dicono solo di voler cambiare, beh, io non mi fido.
    - Insisto. Mi va bene che è necessario cambiare. Ma se non mi dite come (quale assetto istituzionale, quale legge elettorale, quale nuovo rapporto eletti-elettori), beh mi porto dietro i miei dubbi e non mi fido.
    - Ti devi essere perso qualcosa: i diritti civili sono al centro di discussione politica vivissima da anni in questo paese. Coppie di fatto, DI.CO, nozze gay...hai presente?
    - Mai detto che sono scemi. Sia mai. Dico solo che Grillo e il M5S stesso li oscura (nei loro video) e che quasi tutti si presentano dicendo: io sono uno qualunque che ho voglia di cambiare. Un po' poco.
    - Concordo che non è pensabile ad una deriva autoritaria gestita da Grillo. La paura è che Grillo e i grillini facciano casino, si spacchino, non producano nulla di solido e venga fuori qualcuno che sfrutta lo sfaldamento e la mancanza di controllo democratico e dice: fidatevi di me in questa confusione...e gli italiani, lo sappiamo, si fiderebbero. Non un amico di Grillo, un suo sfruttatore a posteriori. Che anche il M5S stesso potrebbe star covando senza magari saperlo nè volerlo.

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  14. Risposte a ALESSANDRO
    - Bene, raccontaci le idee che stanno alla base delle proposte costruttive, non le singole proposte. Facci capire che idea di mondo avete (oltre a risparmi energetici e informazione libera per favore).
    - Il problema è il passaggio a movimento nazionale. Come si fa ad auto-regolarsi nel momento in cui si rappresentano milioni di elettori? E non dirmi: e poi vedremo. Allora sono pazzi quei milioni di elettori. E questo è il problema, mi sa che a voi va bene ci sia questa pazzia. Sappiate che è una pazzia che gioca col fuoco e con la vita degli altri. Almeno storicamente è sempre stato così. Spero ovviamente di avere torto.
    - Tu dici: "I nessuno rispondono al loro elettorato". Ah si? Come? In che modo? Con che possibilità di controllo democratico? "E la maggioranza decide la posizione del gruppo". Questo mi è nuovo; quindi avete delle regole di votazione e delle procedure di delega? Ce le fate conoscere?
    - I vostri eletti non saranno potenti e arroganti. Siamo alle solite: è una dichiarazione moralista e soggettiva. Non è valido in politica. Macchiavelli non è evitabile, chiarisce bene e in modo universale il rapporto con il potere. Nessun "valore morale" può scardinarlo ed evitarlo. Dovete tutelarvi. Fatelo ora, se no sarà tardi e qualcuno vi potrà sfruttare.
    - Apprezzo il tuo riconoscimento della confusione etica e della dipendenza dal carisma del leader.

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  15. Risposte a VITTORIO
    - I partiti di oggi non sono ben organizzati. IL principale (PdL) è una cozzaglia di interessi privati tenuti insieme da interessi e soldi del leader. Quello che M5S propone non è molto diverso, purtroppo. Una condizione di "non-strutturazione" che apre spazi ampi di corruzione. L'unica cosa che M5S dice a sua difesa: "eh, ma noi siamo onesti". Una dichiarazione di moralità puramente soggettiva. Non una nuova proposta oggettiva di formazione strutturata post-partiti.
    - Grillo ha un potere completamente altro rispetto a Bersani, Vendola, Casini, Maroni e altri. Loro hanno un'assemblea (di vario tipo e statuto) che li ha eletti e che li può cacciare. L'unico leader a cui Grillo assomiglia, strutturalmente parlando, è Berlusconi. Anche lui ha un'assemblea, ma che lo ha acclamato non eletto. E che ha evitato di fare primarie quando lui ha deciso di tornare.
    - Non ho usato il termine fascista e anzi ho chiarito come mi paiono affrettati tali giudizi.
    - Non ho certo detto che non si può votare Grillo. Sia mai. Ho detto che ho l'impressione che molta gente lo vota senza sapere cosa davvero vota. Il che per una democrazia è cosa assai grave.

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  16. Commento al "De Grillo Elettorale" di Andrea Segre (part 1)

    Ho letto queste osservazioni e mi sento chiamata a rispondere.
    Innanzitutto chi lo dice che il voto al Movimento 5 stelle è un “voto di protesta”?
    Mi sembra che questo speciale dedicato al “Movimento di Grillo”, più che cercare uno spazio di confronto, desideri far ricredere su quella che sarebbe una fiducia mal riposta da parte di persone un po' troppo frettolose o arrabbiate, che rischiano di votare per qualcosa che non va bene; far aprire gli occhi insomma a chi si soffermerà a considerare quanto non è stato in grado o non ha voluto vedere finora. Mi sembra che già la premessa alle considerazioni elencate sia in questo senso un po' presuntuosa e anche offensiva e mi meraviglio che la firma sia di una persona di cultura della quale ho oltretutto stima.
    Io sono una di quelle (poche??) persone che si sono “fermate a riflettere” e che si sono fatte un'idea avvicinandosi con il beneficio del dubbio alle proposte del Movimento, cercando oltre alle “informazioni” riportate dai media e oltre a quelle che si possono trovare nel sito ufficiale del M5S.
    Il mio non sarà un voto mosso da rabbia, delusione o frustrazione. Al contrario di quel che si dice, ho trovato nel Movimento più propositività e più proposte sentite che in tutta la campagna politica, che per altro si riperpetua puntualmente con le solite accuse tra oppositori e tentativi di screditamento dell'avversario, mezzi che a me personamente hanno disgustato da diversi anni (mi domando: dove sono le proposte e, per di più, le proposte dettagliate degli altri? ditemelo voi che avete trovato la buona alternativa!).
    Beppe Grillo si è sempre battuto per le questioni di cui parla ai suoi comizi, incoraggiando, tra le altre cose, l'inziativa delle associazioni culturali (ne ho avuto esperienza diretta) e diffondendo le buone pratiche dei cittadini, dei piccoli comuni, delle persone “qualunque” di cui oggi si è fatto portavoce pubblico. Lo ha fatto per anni attraverso il suo blog e attraverso la rete e a distanza di qualche anno trovo che abbia mantenuto la coerenza con quell'impegno di divulgatore.
    Beppe Grillo è tuttavia un leader - non leader, perchè, se non fosse ancora chiaro, non è tra i candidati del Movimento. Lui utilizza la sua notorietà e il suo carisma proprio per dare voce ai candidati di tutta Italia, persone che altrimenti (in questa fase) non riscuoterebbero interesse né attenzione se convocassero un comizio di piazza. E lo fa (gratuitamente) con coraggio e grande passione, perchè è il lavoro che sa fare e che può fare a gran voce soltanto lui in questa fase di campagna elettorale. Ma questo non significa che senza di lui non ci sarebbe il Movimento.
    E' il contrario: se non ci fosse il Movimento Beppe Grillo sarebbe ancora davanti al suo blog anziché in piazza ogni sera da quasi due mesi davanti a migliaia di persone. Perchè se è vero che ne è stato la miccia da cui tutto è partito, c'è da dire che in questi cinque anni sempre più gente si è rimboccata le maniche e ha cominciato ad agire nel proprio territorio. Gente che ha capito che c'è la possibilità di migliorare e che “fare politica” è l'azione che ognuno compie nella vita di ogni giorno impegnandosi nella salvaguardia della sua salute, del suo ambiente, del suo lavoro, dei suoi diritti civili, della sua dignità di essere umano.
    E questi primi ...scellerati.. pionieri sono diventati molti e con i loro risultati hanno contagiato benevolmente altri, facendoli uscire dal torpore collettivo. Il problema è che tutto ciò è rimasto quasi nell'ombra fino a poco tempo fa, perchè nessuno si è davvero interessato al M5S fino a queste elezioni, fino a quando hanno capito che gli “scellerati”sono davvero tanti e sempre più intenzionati a prendersi in mano la propria vita, il proprio presente.

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  17. Commento al "De Grillo Elettorale" di Andrea Segre (part 2)

    I risultati già ci sono. Lo raccontano i candidati stessi, che non sono poi tutte persone senza esperienza, perchè nel Movimento c'è chi è o è già stato sindaco, consigliere, assessore, e c'è chi è competente in diverse materie e che saprà dare il supporto tecnico a chi sarà in Parlamento.
    L'idea di democrazia che passa attraverso la sovranità popolare nelle decisioni da prendere mi sembra un concetto di una bellezza ma anche (dovrebbe) di un'ovvietà tale che rimango basita a leggere che per qualcuno è preferibile che gli siano imposte decisioni su questioni tipo “tasse e accordi internazionali” (cit. il commento di Jon Snow) da certi noti incontestabili soggetti politici, anziché avere la possibilità di far valere il suo punto di vista in merito mediante la voce dei “cittadini qualunque”che possono rappresentarlo.
    Non riesco a crederci! Abbiamo paura della nostra libertà di espressione o ci riteniamo semplicemente degli stupidi?
    Riguardo ai “diritti civili, di cittadinanza e della persona” si esprimono i candidati stessi durante i comizi e sempre in qualità di portavoce – a loro volta- dei propri concittadini, dal momento che tutti i temi che si vogliono affrontare vengono dibattuti attraverso la rete (per costruire nuove proposte partecipate) e nelle sezioni cittadine aperte a tutti coloro che hanno voglia di darsi da fare. Oltre alla pagina ufficiale del M5S dove si raccoglie il forum di chi vuol condividere nuove proposte, esiste una radio web ufficiale seguita da 18.000 persone al giorno che solleva quotidianamente quesiti sui diritti “non materiali” (omosessualità, immigrazione, carcere, ecc. ecc.) per i quali attraverso la chat ognuno può suggerire il suo punto di vista. E' già stato citato lo strumento del referendum propositivo, che verrà utilizzato per sciogliere i nodi su questioni di cui si dibatte senza fine da anni, proprio in fatto di diritti.
    Sempre a proposito di candidati, non è corretto affermare che viene dato loro poco rilievo. Al termine del discorso di Grillo, viene dato spazio a tutti i candidati presenti (che spesso si spostano per più tappe del tour elettorale nella loro Regione). Essi vengono lasciati parlare senza interruzioni e al termine dell'incontro si fermano assieme a Grillo a parlare con i presneti. La web radio riprende la diretta fino a che non ripartono e manda in onda senza stacchi, salvo difficoltà tecniche occorrenti, tutto quello che accade dietro il palco, talvolta seguendo i candidati anche in video interviste durante gli spostamenti. Le repliche dei meet up e delle interviste sono scaricabili su youtube e vanno in onda a ripetizione sul web tutta la notte e nei fuori onda durante il giorno.
    Il curriculum dei candidati è presente e consultabile da tutti sul sito del Movimento e, in quanto persone in carne ed ossa, li si può incontrare personalmente alle presentazioni che in questi giorni organizzano di città in città, indipendentemente da dove si trova il loro portavoce nazionale.
    Proposte? Fate un click sul programma (non il volantino) nel sito e vedrete tante parole tuttaltro che “distruttive” in materia di ambiente, salute, cittadini, istruzione, trasporti, energia, economia.

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    1. Michela, secondo te io preferisco che mi siano "imposte" decisioni su tasse e accordi internazionali, ma è evidente che non mi hai capito: io vorrei SCEGLIERE (non farmi imporre) una linea politica internazionale, economica ecc, che mi sia presentata prima delle elezioni, così che io possa orientare il mio voto.

      Se invece voto Grillo, mi pare di capire che su questi temi vitali per uno Stato la linea è: per ora non vi diciamo nulla, poi faremo scegliere ai cittadini tramite referendum. Questo mi preoccupa: i parlamentari grillini sarebbero dei meri esecutori dell'umore del Paese in un dato momento, senza una loro linea coerente da portare avanti?

      La politica internazionale (il mio campo di studi), per esempio, si costruisce nel tempo con un lavorio quotidiano, ecco questo lavorio può essere messo in discussione, fermato, ribaltato in base a referendum che per esempio bloccano una commissione di acquisto, cambiano alcuni dazi, decidono o meno un intervento internazionale, decidono o meno talune politiche monetarie, finanziamenti internazionali, voto alle Nazioni Unite o alla Nato e così via? I referendum della "gente qualunque" deciderebbero questo, dando origine a probabili politiche ondivaghe e poco rassicuranti per i partner? O i referendum decidono una linea politica coerente da seguire per tutta la legislatura? E se decidono una linea politica da tenere ferma, perché non è stata decisa e presentata chiaramente PRIMA DELLE ELEZIONI?

      I referendum propositivi si fanno anche in materia fiscale? Questo non ti preoccupa?

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  18. Commento al "De Grillo Elettorale" di Andrea Segre (part 3)

    Mi sono avvicinata recentemente al Movimento 5 Stelle. Vi ho trovato una sintonia di punti di vista, ideali e obiettivi che nei partiti attuali e passati non ho saputo trovare. Ho sicuramente ancora poca esperienza a riguardo e probabilmente mi dovrò confrontare (e chissà forse anche scontrare) con l'applicabilità dei buoni propositi nel concreto. Credo però che le persone coraggiose che si sono messe in gioco nel ruolo di candidato meritino una possibilità, che ai politici di sempre è già stata più volte concessa con risultati noti a tutti e giudicabili da ognuno come crede. Mi voglio impegnare per far sentire la mia voce tramite queste persone che saranno in prima linea per cause che finalmente riesco a vedere meno come utopistiche.
    Ho sentito dire che votare “Grillo” significa disperdere voti e che sia meglio indirizzare il proprio voto al cosìddetto “voto utile”. Domando come può essere utile il voto al “meno peggio”? Chiamiamolo “voto di rassegnazione” allora, oppure “voto di rinuncia”, e mi sembra che questo sia il miglior modo per essere nichilisti in questo momento storico...
    Per quanto riguarda i quesiti sollevati da Andrea Segre mi troverei a ripetere quanto già sostenuto dai primi commentatori.
    Una cosa mi piacerebbe però <>, a proposito di proposte e di confronto. In questo rimpallare di post che si leggono da un profilo di facebook all'altro, penso che sarebbe più costruttivo ed “utile” che chi si vuole pronunciare in merito al voto dicesse “per chi voto e perché”, anziché “per chi non voto e perché”. Forse la sua motivazione potrebbe suscitare curiosità di approfondimento e spunto di riflessione anche per altri.
    Così giusto per non finire per essere quelli che poi demoliscono...

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  20. Commento 1/4
    Ciao Andrea,

    innanzitutto permettimi di complimentarmi per la volontà nello stendere un'analisi critica delle scelte (condivisibili o meno) senza fermarti al semplice fenomeno mediatico descritto dalla stampa, dimostrazione di avere (e volere) modo e mezzi di approfondimento.

    Premesso ciò, vorrei contribuire anche io dandoti alcune risposte a dubbi, incertezze e (capita) inesattezze, per quanto il mio "status quo"(che al momento reputo positivo) da attivista 5 stelle possa dare. Ed è proprio dallo "status quo" che vorrei partire, perchè? Perchè il MoVimento non nasce nell'ottobre del 2009 (solo ufficiosamente) ma nasce molto prima. Nasce agli inizi del 2000 con gli "Amici di Grillo", associazioni culturali con la volontà di occuparsi della "cosa pubblica" stimolati da Grillo stesso. Associazioni che vogliono prendersi a cuore singoli temi e portarli avanti. Sviscerarli e migliorarli. Associazioni di liberi cittadini, apartitiche e nella quale la politica non voleva entrare ma che alla politica voleva comunicare. La nuova massa critica si è espansa a macchia d'olio, chi con competenze chi con altre ha dato vita a delle idee di sviluppo, con delle lacune certamente, e ha iniziato un modo quasi-nuovo di fare politica. Alcune di queste idee sono confluite in un manifesto "La Carta di Firenze", un documento di 12 punti con delle idee chiare che non contiene (parlo al presente perchè il manifesto ancora oggi è "vivo") alcun riferimento ai meccanismi politici. Anche se qualcosa era già nell'aria. L'idea di partire dal basso spingeva noi ex-grillini (ecco forse quello era il periodo in cui potevamo essere chiamati tali) di cambiare le cose dai Comuni. Poi la prima svolta: connotare il cambiamento non solo come associazione ma con una nuova politica. Una nuova politica che può partire da partiti già esistenti. Grillo, a nome di tutti i vari grillini, decide di "regalare" (passami il termine, non c'è nessuna presunzione nel dirlo) questo nuovo approccio, basato sulla partecipazione dei cittadini, al PD, chiedendo di candidarsi alle primarie. Mossa azzardata lo sappiamo, che è stata respinta giustificandosi con «ha promosso in numerosi comuni del territorio nazionale la costituzione di liste che si sono presentate, in occasione delle ultime elezioni amministrative, con il suo nome in posizione contrapposta a quella dei candidati e delle liste riconducibili al Partito Democratico. Egli ha anche più volte palesato la propria contrapposizione alle idee e ai valori del Partito Democratico». Una giustificazione a mio parare un po' labile, visto che Grillo non era il solo ad avere queste connotazioni, con la sola differenza che ad oggi questi sono membri di partito. In realtà il messaggio chiave che con Beppe volevamo far passare era "aiutiamo la politica con la democrazia diretta, introducendo partecipazione e idee del popolo che poi potranno essere tradotte in "politichese"". Un "do ut des". Nulla. Abbiamo cercato di cambiare la politica con proposte di leggi di iniziativa popolare con i vari V-Day (350000 firme abbandonate a ragnatele e polvere in un cassetto del Senato). Abbiamo cercato di "aiutare" ancora nel nostro piccolo la politica quando Vendola si candidò alla presidenza della Regione Puglia e un'azienda privata, che appoggiava l'avversario, voleva comprare l'acquedotto Pugliese. Abbiamo aiutato l'IdV. Potrei proseguire con altri esempi...

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  21. Commento 2/4
    Tutto questo per dire cosa? Che dietro al MoVimento non c'è solo protesta, ma molta proposta. Una proposta di cambiamento, che è stata colta e sfruttata nel momento in cui questa era utile, per poi scaricarla. La protesta/proposta odierna è, per noi, frutto dell'incomprensione sociale che i partiti, seguiti dai governi, hanno avuto e dimostrato anche con questi atteggiamenti negli ultimi anni. Tutto questo traducendosi nel MoVimento 5 Stelle. Un foltissimo gruppo di cittadini che si adopera per questa causa. Cittadini competenti e con le competenze. Che si conoscono e si vogliono conoscere, legati anche da forti rapporti di amicizia. Uniti da una passione comune. La cosa pubblica e il cambiamento.

    Quando sostieni che non abbiamo sviluppato al meglio alcune tematiche, non posso contraddirti. Solo sul fatto che usi la parola "niente". Ad esempio, sono uno dei tanti che ha partecipato alla stesura del programma regionale e posso garantire che su alcune tematiche dei diritti alla persona ci siamo espressi e abbiamo redatto idee e linee di indirizzo, non in solitaria, ma spesso in collaborazioni con associazioni di categoria. Per cui, una base di partenza esiste, l'abbiamo e tutto questo si riversa in un recepimento a livello nazionale. Le linee di indirizzo, le idee di base, ci sono. Sono anche già state presentate nei vari consigli comunali e regionali (ad esempio, misure di contrasto per l’omofobia e l'istituzione ufficiosa delle coppie di fatto, questo a dimostrazione anche del fatto che il gruppo é molto eterogeneo, inoltre per far passare queste linee bisogna sicuramente confrontarsi con una maggioranza ex sinistrorsa, alla faccia che raccogliamo destrorsi). Insomma, abbiamo avviato un processo nuovo di fare politica che col tempo si amalgamerà con tutte le tematiche, che ad oggi però, da giovincelli, non tocchiamo in toto. Siamo dell'idea che prima vadano fatte riforme strategiche che possano portare poi ad una politica differente da quella che, a mio avviso, dobbiamo lasciarci alle spalle. Una politica vicina alla gente e per la gente. Un lavoro che potremmo fare sia in maggioranza che in opposizione, solo questione di velocità. Le idee non vengono/verranno solo da noi, ma anche dai partiti che "sfidiamo": qualora abbiano idee basate sul nostro buonsenso, non abbiamo problemi e pregiudizi a votarle positivamente. Personalmente ti posso portare l'esperienza di Crema, dove già accade. Siamo nuovi. Ci stiamo plasmando. Non nasciamo perfetti. Non lo siamo ancora. Forse non lo saremo mai. Una cosa è certa: dobbiamo provarci.

    La dirigenza non è eletta perchè non è prevista. Il sistema su una piattaforma (che richiama anche il concetto di orizzontalità) è usato nei Comuni e nelle Regioni: funziona. La sfida ora è sicuramente col Parlamento. Non banale lo ammetto, ma dobbiamo provarci. Qui di errori sono certo che ce ne saranno (non sul risultato, faccio un passo indietro, sul metodo che va adeguato). Il controllo della "non-dirigenza" c'è: in questo caso è la remissione del mandato. Ad oggi non è legge, ma lo è tra le nostre proposte (come già accade in alcuni stati USA). Una pratica che non dovrebbe mai essere adottata, ma che nel caso c'è e farà suonare un campanellino d'allarme a chi volesse fare il furbo. Per ora gli eletti, con cadenza semestrale o annuale firmano un "foglio in bianco" e si mettono a giudizio del gruppo. Premetto, non è che arriva il primo trovato per strada e dice "non mi piaci, ti sfiducio!" ci sono regole ferree del gruppo che portano a definire il quanto e il chi. I regolamenti interni ci sono, ad oggi locali, ma esistono e sono ben strutturati e portano ad un coordinamento interno stabile e democratico.

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  22. Commento 3/4
    Esatto, tutti gli eletti tranne i non eletti, Grillo compreso. Quel Grillo che, ammetto e lascio anche qua in calce, senza di lui non saremmo emersi come lo siamo oggi. Tutto grazie al suo carisma e alla sua capacità comunicativa e a dimostrare il nostro voler fare (perchè le piattaforme e gli strumenti ce li siamo finanziati da soli, Grillo è intervenuto in parte economicamente in questo rush finale delle nazionali). Arriverà il giorno, e lo spero, in cui Grillo dovrà farsi da parte. In cui saremo svezzati dal punto di vista comunicativo. Quel giorno sicuramente avremo paura. Non so cosa accadrà. So per certo che dovremo continuare da lì.
    Per cui l'ingovernabilità è più probabile in una coalizione (personalmente definito come un sistema antidemocratico) dai pareri interni discordanti che da un gruppo unito da idee iniziali ben definite e da un solido regolamento. Il programma è uno start-up, sia per le lacune dette in precedenza, sia per il fatto che ad oggi fare un business plan per i prossimi 5 anni diventa veramente complesso. Almeno per noi. Allora preferiamo proseguire passo per passo e valutare le possibilità a secondo del contesto storico e sociale che ci circonda.

    L'autoritarismo diventa improbabile nel momento in cui sappiamo di non avere capi. Grillo non decide. Io non decido. Tutti decidiamo. Se vogliamo parlare di Grillo nel ruolo di garante è un altro discorso, discutibile, ma non è il capo. Il garante si deve basare su dati oggettivi.

    La corruttibilità diventa difficile: i nostri candidati hanno già sottoscritto un codice comportamentale che se violato lede la loro persona perdendone la credibilità. Vero, è un pezzo di carta, ma certifica la slealtà. Che poi verrà "punita" se passerà il concetto di "revoca del mandato". I candidati sono conoscibili. Tornano la sera dal lavoro e fanno tour serali nelle varie città della provincia e delle circoscrizioni (qualche capatina in TV) per farsi conoscere, per confrontarsi, per dialogare. Non chiediamo mai il voto. Chiediamo di partecipare con noi. Se la gente vorrà mettere una X e delegare, ha la possibilità di farlo scegliendo tra una miriade di altri simboli. Non con il MoVimento 5 Stelle. Grillo non si confronta? Amen. Non è candidato. Il Premier in Italia non esiste. Non è eletto dal popolo ma dal Presidente della Repubblica. Certo, sotto indicazione della maggioranza, ma non è detto che chi vinca governi (di Governi tecnici la storia della Repubblica ne è piena). Per cui che Grillo non vada in TV ci sta, va in qualità di? Da attivista sono contento che non ci vada. Il confronto va retto ove questo ha motivo di esistere. E tra il ruolo politico inesistente e la sua candidatura assente, preferisco di gran lunga i candidati di Camera e Senato nel confronto, non pseudo-premier. I candidati Sindaco e i Presidenti delle Regioni (potenzialmente eletti dai cittadini) presenziano a tutte le tribune elettorali e incontri pubblici nel pieno confronto con le altre forze politiche.

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    1. "Grillo non decide". Scusa, ma i Comunicati politici sul sito ufficiale li scrive lui o chi altro? I Comunicati politici non indicano una linea politica? Questa linea politica viene decisa in assemblee, votata e poi si delega Grillo a stendere il Comunicato politico o (come mi risulta) prima Grillo fa il comunicato, poi chi vuole commenta senza nessuna votazione sul suo contenuto?

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  23. Commento 4/4
    La cosa che spaventa veramente è che per la prima volta nella storia della Repubblica una lista civica senza struttura partitica sta avendo proporzioni mai avute nel passato a livello nazionale. Ad oggi, tutte le liste civiche (in Regione e Comune) sono strutturalmente simili al MoVimento, senza gerarchie (quando non sono civetta). Questo fa parte del nuovo. Del cambiamento. L'orizzontalità della struttura.

    Per cui sì, per me vale la pena. Ho una gran paura, una paura fottuta, ma sono convinto che sia la strada giusta. Ho abbandonato la possibilità di emigrare stracciando un biglietto di sola andata nonostante soldi e opportunità fossero concreti, per restare e dare il mio contributo al cambiamento. Scappare non serve a nulla. Il cambiamento fa paura, ma credo resti l'unico modo per una rivoluzione pacifica e sociale. Probabilmente, anzi lo credo, il MoVimento non esisterà per sempre. Arriverà un giorno in cui, in un gioco di equilibri, noi spariremo ed esisteranno ancora poche fazioni politiche. Non più di destra e di sinistra. Ma di scelte. Fazioni che avranno fatto del MoVimento 5 Stelle il loro status quo. Non è presunzione. Non voglio passare come tale. E' l'obiettivo.

    Buon voto a te e a tutti voi. Votare è fondamentale. Fatelo col senso critico e di ricerca.

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  24. Grazie Andrea, condivido
    C'è un aspetto fra gli altri che mi inquieta in Grillo, ed è il linguaggio. Violento, evocativo di morte ("siamo un'epidemia"), sempre infarcito di termini militari ("siamo in guerra, ma risparmieremo i prigionieri"), semanticamente razzista (imporre dei dictat ad intere categorie "IL TUTTI A CASA" a prescindere, è l'essenza stessa del modo di ragioanre di chi esclude la differenza).
    Tutto questo mi preoccupa, perchè le parole non sono mai banali, e scavano, fanno cultura, si sedimentano nell'opinione pubblica (come le immagini).
    Che Italia vede Grillo e quanti si rispecchiano in lui, per queste parole?

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  25. segnalo inoltre questa analisi molto interessante di Barbara Spinelli su Repubblica.it di qualche giorno fa http://www.repubblica.it/speciali/politica/elezioni2013/2013/02/20/news/tempo_retecrazia-53009130/

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  26. Non penso che Andrea volesse attaccare i grillini ma accendere la miccia di una discussione riflessiva e propositiva. Il programma del M5S è interessante, condivido molti aspetti ma ha molte falle e mancanze dal mio punto di vista. Se su tutti questi aspetti si farà un referendum finiremo per avere un collasso nella spesa pubblica!secondo punto: mantenendo come presupposto che grillo sia solo il portavoce, devo quindi votare dei candidati cioè delle persone che devono far uscire un paese dalla crisi, che devono avere ben chiaro un piano finanziario sia immediato che a lungo termine per dare una prima sferzata alla crisi e continuare una politica di sicurezza, stabilità e crescita, serve una linea stabile, non è pensabile fare un referendum quando si affronteranno certe tematiche. Sono convinta che attualmente all'interno della nostra classe dirigente molti siano dei buffoni ignoranti e pronti solo ai loro interessi, sono convinta che serva un taglio orizzontale sulle loro teste, ma non credo che entrare in "politica" sia per tutti, serve esperienza e conoscenza sotto diversi aspetti, non ci si può improvvisare e ho l'impressione che alcuni candidati del M5S lo siano. Da un lato sono curiosa di vedere come si muoveranno all'interno del parlamento e penso che una piccola fetta gli spetti proprio perchè c'è bisogno di un rinnovamento all'attuale classe dirigente e potrebbero di certo contribuire con buone idee, ma se devo pensarli alla testa del nostro paese questo non mi da sicurezza ma mi spaventa moltissimo. Marta

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  27. Sono un semplice simpatizzante, e leggo con interesse critiche finalmente costruttive, o quantomeno intelligenti. E quindi stimolanti. Questo sia nell'articolo sia nei vari commenti...

    Noto con piacere alcune cose che desidero evidenziare:

    1) Da quando ho facoltà di voto (e di pensiero critico), sono le prime elezioni con così tanta partecipazione. Il voto è ponderato e analizzato come poche volte, io credo, in passato. E questo, non c'è che dire, è anche grazie al M5S, che ha posto molte questioni in ballo con cui le persone, i cittadini, i candidati, i leader e i media non possono non confrontarsi... Sia nei contenuti che nelle istanze di rinnovamento, e di gestione del potere. Questo, a prescindere che si sia d'accordo o no con i contenuti e i metodi del M5S.

    2) Non credo che il M5S vinca le elezioni, ne' che andrà al governo. E li voto lo stesso. Perché? Perché quanti più parlamentari/cittadini a cinque stelle ci saranno in parlamento, tanto più il parlamento sarà qualcos'altro, qualcosa che non abbiamo mai visto in italia, e forse non solo. Questo, almeno, è una mia speranza. Se manterranno l'intenzione di fare da occhio e orecchio per i cittadini ("spiando" e pubblicando tutto) daranno al "popolo sovrano" strumenti per valutare l'operato quotidiano e capillare del parlamento; se rinunceranno ai rimborsi elettorali e si ridurranno lo stipendio del 75%, daranno al "popolo sovrano" la dimostrazione che esiste un altro modo di fare politica, che gli altri partiti non potranno ignorare perchè sarà l'elettorato a non ignorare.

    3) mi rendo conto che le considerazioni al punto 2) si rifersicono più alla forma che alla sostanza. Cioè, non riguardano i temi sociali, finanziari, economici ecc... Che pure ci sono, seppur con grosse lacune. Ma se si parte dalle regole del gioco, si possono mettere le basi per costruire qualcosa. Sennò, qualsiasi buona intenzione va a farsi friggere. Ci penseranno poi i parlamentari a informarsi, studiare, mettere in gioco le competenze, anche con l'aiuto dei cittadini, che magari non sono tutti ignoranti: qualche esperto qua e là c'è, e magari dà volentieri una mano.

    4) Grillo è un capocomico. E' vero. Io faccio teatro, è la mia vita e il mio lavoro. E so bene che una compagnia, un gruppo di teatro non può funzionare su regole democratiche. I miei maestri mi hanno sempre detto "il teatro non è democrazia". C'è un regista che decide, e se farà solo di testa sua, sarà un regista autoritario. Se ascolta gli altri e fa una sintesi, sarà un regista autorevole. Se ognuno dice la sua e bisogna mettersi d'accordo, si parla per quattro anni e non si fa niente. C'è bisogno di una guida, che sappia raccogliere le istanze degli "attori". Questo Grillo, da teatrante, penso lo sappia bene. E mi trova d'accordo. La differenza tra un regime autoritario e una democrazia diretta sta tutta nel quanto chi sta alle leve del potere ascolta la cittadinanza. Se la ascolta e ne raccoglie suggerimenti, idee e critiche, stiamo bene. Se non la ascolta, e decide autonomamente, siam messi male. Finora come siamo stati messi?

    :-)

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  28. Ho letto questa bella discussione sul tuo blog, faccio parte del Movimento ormai da alcuni anni e ti posso dare un suggerimento.... prima di esprimere un parere qualsiasi su una qualsiasi cosa in generale dovresti conoscere bene l'argomento e intendo non soltanto attraverso i giornali la tv o internet, ma partecipare ai vari incontri pubblici non dove presenzia Grillo, dove presenziano i semplici e comuni cittadini dove si scambiano le idee dove si collabora per migliorare la situazione altrimenti tutto questo è solo uno scambio di idee tra gente che appartiene al Movimento e non, che è molto interessante, ma lascia molti punti interrogativi. Bisogna viverle in prima persona gli avvenimenti ciò che ci circonda, altrimenti fai soltanto la figura di quello che si voleva fare un po' di pubblicità....Noi vogliamo una democrazia partecipativa non solo rappresentativa. Quello che tu hai votato vorrà mai sentire coma la pensi??
    Invece di fare critiche diciamo costruttive al movimento, perchè non partecipi attivamente in qualche assemblea pubblica ed esprimi le tue idee...ti ascolteranno...se non lo vuoi fare allora tutto quello che hai scritto finora è stato solo una perdita di tempo....
    Buona fortuna! Stefano

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