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LIBIA C.V.D. - come volevasi dimostrare

Il popolo libico si unisce a quello tunisino ed egiziano nella rivolta contro i regimi dittatoriali e repressivi che da oltre trent'anni ne controllano le vite e le risorse con l'appoggio delle maggiori democrazie occidentali.
E il governo italiano cosa fa? Dice di non voler disturbare o addirittura esprime appoggio alla famiglia Gheddafi.
In realtà sta tremando.

Trema perchè la caduta di Gheddafi, che noi ci auguriamo avvenga rapidamente per festeggiare presto la libertà del popolo libico, aprirà di certo conseguenze nefaste per il nostro Paese.
Nefaste, ma ahinoi ampiamente prevedibili.
Con i nostri film, libri e siti lo abbiamo scritto e raccontato per mesi e mesi.
Migliaia e migliaia di italiani ed europei ci hanno ascoltato e hanno contribuito a diffondere conoscenza.
Il governo ha sempre fatto finta di nulla.
L'alleanza scellerata e disumana tra il Colonnello e il Cavaliere, non poteva che portare problemi per l'Italia.
Affidare ad un regime dittatoriale tanto potere politico ed economico, come quello previsto nel Trattato e negli altri accordi di tipo imprenditoriale, significa mettersi alla mercè delle sue incontrollabili arbitrarietà e vicissitudini.
Al fine di sbandierare successi contro l' "invasione degli africani" e di aprire alle nostre imprese ricchi mercati senza libera concorrenza, abbiamo detto a Gheddafi: tu ora ci sei utile, quindi fai di noi quello che vuoi.
Abbiamo ospitato le sue terrificanti sceneggiate.
Abbiamo coperto i crimini della sua polizia ai danni di migliaia di esseri umani.
Abbiamo violato su sua richiesta convenzioni internazionali come quella di Ginevra.
Abbiamo messo in crisi i rapporti dell'Italia  con l'Europa e le Nazioni Unite.

Ed ora che il popolo libico, forse ben più maturo e cosciente  di quello italiano, lo sta cacciando?
Beh, le conseguenze si vedono subito: le imprese e i gruppi finanziari coinvolti in Libia perdono verticalmente valore in borsa e ritirano il personale, il Governo fa figuracce diplomatiche con gli altri paesi occidentali e non ha la più pallida idea di come affrontare il prevedibile e comprensibile flusso di immigrazione che questa situazione genererà.
Complimenti Italia.
Non solo abbiamo segnato per sempre il nostro curriculum etico consegnando migliaia di donne, uomini e bambini ai container e agli stupratori di Gheddafi, ma ora, invece di festeggiarne la fine, non possiamo che tremare insieme a lui nel momento della sua caduta.
Come volevasi dimostrare.
Semplicemente.

Andrea Segre