Andrea Segre

In questa pagina trovate informazioni e notizie legate principalmente alla mia attività di regia documentaria e cinematografica, ma anche scritti, riflessioni, diari di viaggio, appunti.

25 aprile 2017
NON DOVREBBERO ESSERE LE ONG A SALVARE I MIGRANTI
Tra tutte le sue pericolose follie c’è una cosa su cui Grillo, senza volerlo, ha ragione: non dovrebbero essere le ONG a salvare i migranti nel Mediterraneo. Ovviamente Grillo lo dice solo perché ha bisogno di guadagnare voti a destra, ma la questione, a parte le pericolose demagogie dei 5stelle, merita di essere affrontata seriamente. Continua a leggere qui.

LES SAUTEURS - IL FILM CHE TI GUARDA
ZaLab sta distribuendo in Italia un film speciale, perché è un film che ti guarda. L'ho presentato in due sale e ho visto gli occhi degli spettatori alla fine. Qui rivolgo a tutti un invito speciale.


COME VEDERE I MIEI FILM-TO WATCH MY FILMS:
Clicca sul titolo per acquistare DVD) - Click on the title to buy the DVD

- I SOGNI DEL LAGO SALATO (2015 - subt ita)

- LA PRIMA NEVE (2013 - subt ita)

- INDEBITO - (2013-subt ita)






- LA MAL'OMBRA (2007 - subt ita, eng)

Per i seguenti documentari - For the following docs
- A META' (2001)
scrivete a - please write to:
distribuzione@zalab.org

E' in vendita anche il mio libro

News, scritti e riflessioni

LIBERTA' E DIRITTI PER GABRIELE DEL GRANDE
FesteggiamDecine di iniziative in tutta Italia per chiedere la liberazione di Gabriele. Leggi qui l'appello
Per aderire: iostocongabrielelibero@gmail.com

DALLA LA CERIMONIA PER SANDRINE ALL' ASSEMBLEA VENETA PER L'ACCOGLIENZA DEGNA E DIFFUSA
Dopo la cerimonia per Sandrine di domenica 15 gennaio a Cona gli organizzatori hanno deciso di convocare per sabato 28 gennaio a Padova l'assemblea regionale per chiedere tutti insieme il superamento dei centri come Cona e per costruire un'accoglienza degna e diffusa. Questi i miei articoli collegati a queste importanti iniziative: IL VENETO CHE NON TI ASPETTI - LA CERIMONIA PER SANDRINE e IL CORAGGIO DI CHIEDERE SCUSA

DAL CENTRO AI CENTRI
Dopo la morte di Sandrine Bakayoko nel centro di Cona(VE) ripubblico una proposta rivolta alle molte città del nord che continuano a rifiutare progetti di accoglienza. Accoglienza: dai centri o al centro.

In occasione della Foto di Auguri 2017, tradizionale appuntamento natalizio a Piazza Vittorio organizzato da molte associazioni del quartiere, scrivo poche righe di proposte, come promesso in seguito all'articolo pubblicato il 20 novembre Sorrentino, Piazza Vittorio e la crisi di Roma che è stato letto da circa 30mila persone nei giorni scorsi.

Potete leggere le proposte qui


Si può rivalutare un quartiere senza creare esclusione?
Ho letto l'intervista-appello di Paolo Sorrentino su Il Messaggero di ieri, sabato 19 Novembre. Da due anni vivo a Piazza Vittorio e leggendo le parole di Sorrentino provo un certo spaesamento. Da una parte condivido la sua preoccupazione per alcune evidenti e inaccettabili non-curanze degli spazi pubblici, ma dall'altra il suo appello un po' mi preoccupa e mi aiuta a riflettere su quale sia la vera crisi della città in cui vivo. Qui ho provato a raccontare il mio pensiero?


Insieme ad Andrea Segré (quello con l'accento…come ci capita di scherzare insieme) e a molte associazioni calabresi il 10 e 11 dicembre cammineremo tra gli agrumeti e i paesi della Piana di Gioia Tauro per capire le connessioni tra diritti dei braccianti, agricoltura, grande distribuzione e abitudini di consumo. Il tutto, in collaborazione con Internazionale, sarà seguito in diretta da ZaLab .

Con due splendid film ZaLab rinnova la sua distribuzione.
PATIENCE PATIENCE (che presento il 24 novembre all'Apollo 11 insieme a Concita De Gregorio) su un gruppo di donne marocchine immigrate in Blegio che si riprendono la loro vita e GAYBYBABY splendido ritratto di quattro figli di famiglie gay.



Dalla Cina alla Libia passando per Ferrara. Dal 30 settembre al 2 ottobre sarò al Festival di Internazionale a Ferrara insieme a ZaLab e FuoriRotta per presentare i lavori di due documentaristi con cui ho condiviso quest'anno racconti e immagini: Davide Crudetti e Khalifa Abu Kraisse

LAGUNA SUD 2017
Dal 25 al 28 Agosto si è svolta la seconda edizione del festival Laguna Sud, svoltosi a Chioggia in collaborazione con della Giornate degli Autori.
Qui trovate i video realizzati durante il laboratorio coordinato quest'anno ad me e Agostino Ferrente.
TERRORISMO E NORMALITA'
siamo capaci di proporre altro?
L'unica reazione al terrore sembra la conservazione della normalità. Ma non è forse la normalità stessa ad ospitare il terrore?

Diari dalla Libia 2016
LA PRIMAVERA DI KELLY A TRIPOLI
In questi giorni la Libia vive un momento molto delicato. Da noi se ne parla solo per paura che dal caos libico possa emergere un altro spazio di potere dell'IS. In realtà sappiamo poco o niente. Ho chiesto ad un amico videomaker di Tripoli di aiutarci a capire. Leggete qui le sue lettere.
Libyan Diaries 2016
KELLY'S SPRING 2016
I've asked a libyan videomaker to tell us how is the life in Tripoli in these days of tension and crisis. Read the diaries from Tripoli

No Triv
REFERENDUM VERO O KAZAKO?

Il 20 marzo si tengono in Kazakistan elezioni legislative anticipate. La cosa ovviamente non fa alcuna notizia in Italia, ma ha invece molto a che vedere con un'altra importante non-notizia: il referendum del 17 aprile contro le trivellazioni lungo le coste dell'Adriatico. Continua a leggere qui


FUORIROTTA - IL NUOVO BANDO
Oltre 320 i progetti arrivati al nuovo bando Fuorirotta.
I risultati si avranno entro il 15 maggio
Per altre informazioni: info@fuorirotta.org

DOPO FUOCOAMMARE
Lettera aperta all'Europa che si è commossa.

La ferocia e la banalità del male si sono uniti in istanti di cinema, che la maestria di Rosi ha saputo cogliere dal corpo ferito dell'umanità.

Ora è a mio avviso necessario che quell'emozione non risolva e non pulisca le coscienze. Continua a leggere...


SPECIALE - 10 anni di ZaLab
L'associazione che ho contribuito a fondare e che ha prodotto e distribuito molti dei miei documentari festeggia i suoi 10 anni di vita e lancia delle super offerte per acquistare i nostri film e sostenere la nostra indipendenza!

LO SCIOPERO DELL'AIUTO
In tanti, troppi dicono che il 2015 è stato l'anno della consapevolezza europea del dramma dei migranti. C'è qualcosa che non funziona però in questa consapevolezza. Ho provato a capirlo ed è nato questo pezzo "Lo sciopero dell'aiuto" (pubblicato il 31.12 sulle pagine dei quotidiani locali del gruppo Espresso)

IL PARADOSSO DI ILIA
Sono stato al confine tra Grecia e Macedonia. Ho incontrato alcune storie assai utili per capire cosa sta succedendo in e intorno all'Europa. Tra queste quella di Ilia, che qui potete leggere.

LA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI - Venezia 11 settembre 2015

Bellocchio, Servillo, Saviano, Mastrandrea, Paolini e molti altri. Il mondo del cinema e della cultura finalmente si mobilita per rompere il silenzio sui diritti di rifugiati e migranti ed invita tutti venerdì 11 settembre a camminare scalzi lungo le vie del Lido fino al Palazzo del Cinema.

LEGGI QUI L'APPELLO E PARTECIPA









Andrea Segre

Scritti e News

2015

Novembre 2015

M.I.N.I. Expo - Made in the New Italy

C'è una nuova Italia dietro ai nostri pomodori, alle nostre arance.. Scoprile con ZaLab e Repubblica.tv


Ottobre 2015

GORIZIA-FRIULI-ITALIA - La vergogna ordinaria

Mercoledì 14 ottobre l'Isonzo rischiava di esondare e di portare via con sé le vite di 150 esseri umani. Ma nessuno se ne preoccupava, perché? Leggete qui. Il post in poche ore ha ricevuto migliaia di visite e molti commenti. Qui la mia risposta ai commenti più critici.


Settembre 2015

LAGUNA SUD - il cinema a Chioggia e Pellestrina

...come se uno dei grandi schermi della Mostra uscisse dal Palazzo e navigasse galleggiando verso Sud, lungo le rive della laguna.

Si è svolto a Chioggia dal 20 al 24 agosto il festival Laguna Sud - il cinema fuori dal Palazzo.


Agosto 2015

PROFUGHI SI, PROFUGHI NO, MA PERCHE'?

La mia opinione è che sia snervante e miope continuare a dividerci tra profughi si e profughi no. In questo articolo pubblicato sui quotidiani locali di Padova, Treviso e Venezia spiego perché.


5 luglio 2015 Referendum in Grecia

LA RABBIA DI POPPI

Poppi ieri notte non ha dormito e capire perché è oggi necessario per tutti noi. Continua a leggere qui

English: Poppi's Rage ; Español: Poppi no durmiò anoche



Aprile 2015

IS E MIGRANTI, LA GRANDE CONFUSIONE


Marzo 2015

L'ALZHEIMER DI SALVINI

La politica è una triste tecnica mediatica.


Gennaio 2015 - elezioni greche

LA SCELTA DI TETI

Teti è la protagonista del breve documentario prodotto per Internazionale sul giorno della speranza ad Atene Guarda LA SCELTA DI TETI (prima parte); Guarda LA SCELTA DI TETI (seconda parte)



- scopri i progetti finanziati da LA PRIMA SCUOLA


Dicembre 2014

Ottobre 2013 - Dopo la tragedia di Lampedusa

21.07.2013 In occasione dell'anteprima di Indebito a Locarno, pubblico due testi nati da riflessioni che hanno accompagnato la realizzazione di questo nuovo film: Il coraggio di esistere e L'esercito della competizione. Buona lettura.
15.05.2013 Insieme per lo Ius Soli: per sostenere il Disegno di Legge sul nuovo diritto di cittadinanza e per fermare i Ladroni Padani, che per vent'anni ci hanno rubato il futuro.
23.02.2013 Sono stato a Piazza San Giovanni alla chiusura della campagna elettorale del M5S. Queste le mie riflessioni: De Grillo elettorale 2 - dopo San Giovanni
19.02.2013 A pochi giorni dalle elezioni politiche 2013, una riflessione sul voto; un approfondimento critico su contenuti, modalità e rischi del MOvimento5Stelle: De Grillo elettorale
28.01.2013 Escono i dvd di Io Sono Li e Mare Chiuso, e ZaLab distribuisce un film fondamentale, Vol Special. Dedicato a chi ha il coraggio di dichiarare chi è davvero illegale.
29.08.2012 Alla 69 Mostra del Cinema di Venezia ci saranno due proiezioni speciali di Mare Chiuso (31 agosto alle 15.00 in Sala Perla 2) e di Io Sono Li (4 settembre alle 14.30 in Sala Pasinetti). IN questo occasione ho scritto due riflessioni: "Ma alla fine in realtà ci annoiamo" e "La dolce nave nel mare chiuso". Buona lettura.
6.06.2012 ZaLab in collaborazione con Amnesty e OpenSocietyFundations ha lanciato la campagna 20 giugno - MAI PIU' RESPINTI.
18.04.2012 Compaiono le foto di due migranti legati e scotchati durante volo di espulsione. I politici italiani si indignano. Ipocritamente. Nessun Krumiro al Cioccolato.
15.03.2012 Esce in Italia il mio nuovo documentario MARE CHIUSO sulle violenze italiane durante i respingimenti dei migranti africani in Libia.
3.02.2012 L'Italia è stata condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani per aver operato i respingimenti in LIbia. contro centinaia di migranti. Un giorno di giustizia, tristezza e speranza.
1.01.2012 In occasione del viaggio di Monti in LIbia, ZaLab lancia un appello e presenta il trailer del nuovo documentario realizzato da me e Stefano Liberti sui respingimenti dei migranti del 2009-2010: MARE CHIUSO (in uscita a fine marzo 2012) - vedi il trailer
08.01.2011 L'omicidio di Joy e Zhou Zheng è dolore e indignazione. In quelle strade ho girato le prime scene di Io Sono Li. Oggi sono stato a vedere Le Candele di Torpignattara
13.12.2011 Ci sono molte persone che vorrebbero vedere Io Sono Li, ma non lo trovano nella loro città. Per questo abbiamo lanciato l'idea di IO VOGLIO VEDERE.


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IN ATTESA DELL'ESTINZIONE?

Stringo gli occhi e i pugni e non riesco a trattenere un urlo di rabbia.
Leggo la frase del Ministro Maroni:
"I somali e gli eritrei non possono essere rimpatriati perché scappano dalla guerra e hanno diritto alla protezione internazionale. "
Sapete chi sono i somali, gli eritrei e gli etiopi che stanno arrivando dalla Libia in queste ore?
Sono quelli, esattamente quelli che Maroni dal maggio 2009 aveva fatto respingere in Libia, consegnandoli alle violenze della polizia dell'amico Gheddafi.
Il ministro Maroni, l'essere umano Maroni dovrebbe dire una sola frase se in lui fosse rimasta una briciola di dignità, una briciola.
"L'Italia si è macchiata di una grave crimine respingendo in Libia i profughi. Oggi deve riconoscerlo e aiutare quei profughi ad uscire dalla Libia per essere accolti in Italia."
Invece fa finta di nulla e fa credere che noi siamo da sempre disposti ad accogliere i profughi di guerra.
Come se solo ora stessero arrivando.

E per essere chiaro fino in fondo, aggiungo: il governo italiano sapeva benissimo sin da subito che in LIbia vi erano alcune migliaia (in base a varie testimonianze possiamo stimarne almeno 6-7mila, ma non sono dati verificabili) di profughi del Corno d'Africa e che le loro vite erano ancora più minacciate in mezzo ad una guerra da cui non possono scappare.
Doveva sin da subito quindi attivarsi per aiutarli ad uscire. Ne aveva gli strumenti e difatti in totale silenzio aveva timidamente iniziato a farlo (circa 150 sono stati portati in Italia nelle ultime settimane da due voli militari). Ma non l'ha fatto come doveva e come poteva. Li ha lasciati lì, in mezzo al conflitto.
Oggi iniziano da soli disperatamente a fuggire. Con i soliti barconi, o meglio con barconi ancora meno sicuri (a causa della guerra in Libia),   viaggi da incubo, dove la disperazione della fuga è più potente della vicinanza della morte. Donne, bambini e uomini, ancora una volta affidati al destino del mare, invece che aiutati a raggiungere il loro sacro santo diritto di protezione.
Ce ne sono ancora migliaia che devono scappare.
Abbiamo parlato al telefono con una di loro, bloccata insieme a suo figlio di un anno e mezzo in una casa di Tripoli.

E' complesso, ma possibile: l'Italia dica chiaramente che vuole accoglierli subito e che è disposta ad organizzarne i viaggi.
Insieme ad UNHCR e ad altri organismi internazionali è possibile salvare migliaia di esseri umani, che fino a pochi mesi fa avevamo invece deciso di sacrificare sull'altare del consenso xenofobo alle disumane politiche dei respingimenti.

Politiche che andrebbero dimenticate e invece vengono rianimate con ancora più forza per affrontare l'altro flusso di immigrazione, quello dalla Tunisia.
Sempre Maroni:
"chiederò al governo di attuare la proposta di Bossi e di procedere ai rimpatri forzosi. Siamo attrezzati per farlo. Li mettiamo sulle navi e li riportiamo a casa"
La risposta potrebbe essere tutt'altra: costruire un servizio che permetta ai tunisini di partire con regolare traghetto nel caso abbiamo parenti o amici in Europa in grado di ospitarli.
E' quello che vogliono fare la stragrande maggioranza dei tunisini in arrivo. Ed è quello che stanno già facendo, sotto l'ipocrisia delle parole di governo. 
Appena possono abbandonano i luoghi di prima accoglienza e se ne vanno verso i loro parenti.
Complesso da gestire? Beh, se siamo attrezzati per azioni difficilissime come i rimpatri forzati, potremmo fare anche questo. E' che non siamo culturalmente attrezzati a questo.
Si ridurrebbe tantissimo il flusso di migrazione irregolare.
Si ridurrebbero i guadagni e il potere di chi organizza i viaggi irregolari.
Si ridurrebbe il costo dell'accoglienza.
Si ridurrebbe il costo civile di condizioni inaccettabili come quella a cui abbiamo ridotto Lampedusa.
Si ridurrebbe il costo della perdita di vite umane in mare.
Si potrebbero fare tante cose diversamente....

Ma sarò sincero: faccio queste proposte e scrivo queste parole perchè voglio credere che ci sia ancora qualcuno disposto a salvare la vita e la dignità dell'uomo, ma mentre le scrivo la mia fiducia scricchiola assai.
Siamo di fronte all'esplosione delle conseguenze più misere delle scelte culturali e politiche degli ultimi quindici anni.
Non siamo più un paese e un popolo disposto ad ospitare.
Siamo un popolo impaurito, arroccato, invecchiato, intorpidito.
Ci hanno portati fin qui con maestria e continuano a voler alimentare tutto ciò senza alcun dubbio.
Se non avessimo ostacolato o addirittura smantellato le strutture, le reti civili e le sensibilità della solidarietà e dell'accoglienza, oggi affronteremmo con dignità e rispetto gli arrivi di queste settimane.
Invece abbiamo investito tutti gli sforzi economici e politici per costruire barriere, alleanze con i dittatori e centri di detenzione.
Così oggi Lampedusa esplode di indecenza e non si hanno i mezzi e la partecipazione per costruire una risposta.
Si costruiscono "strutture mobili di emergenza" o "villaggi della solidarietà" isolati e disumani, con il dubbio che lo si faccia più per far guadagnare qualcuno che per dare risposte.
Esisterebbero ben altre strade in un Paese abituato ad ospitare e non a respingere.
Un esempio? Sapete quante parrocchie ci sono in Italia? 26mila. Se dentro quelle parrocchie la verità cristiana fosse più forte della paura e della chiusura, il problema accoglienza sarebbe già risolto.
E come le parrocchie, sia ben chiaro,  mille altri luoghi: i circoli arci, acli, agesci, le sedi dei partiti, dei sindacati, le reti dei comuni per l'asilo, etc etc. Mille luoghi il cui ruolo è stato, loro malgrado, limitato o soffocato dalla vittoria di tutt'altra Italia.
Questo è ciò che siamo diventati e se continueremo ad esserlo anche di fronte all'evidente fallimento delle politiche di chiusura attuate fin qui, ben poco spazio di cambiamento ci sarà dopo.
Continueremo a chiuderci sempre più, sperando di vincere quella che ormai agiamo culturalmente come una guerra di posizione. 

I migranti sono l'ingiustizia del mondo che ribolle e arriva a bussare con forza e grandezza umana alle nostre porte.
Se facciamo finta di non capirlo, siamo destinati all'estinzione. Come le specie animali protette.

Esiste ancora una reazione possibile?
Si, far sapere che si è disposti ad accogliere e non a respingere.
Ora, subito.
Ognuno di noi con il proprio parroco (o sindacato o circolo o associazione...) faccia sapere al Ministero degli Interni  che siamo pronti e disposti ad accogliere.
Anche solo dieci persone, anche solo cinque, anche una sola.
Si deve ripartire da qui.
Dalla disponibilità a cambiare posizione: io non respingo, io accolgo.
E' un piccolo passo, ma l'alternativa è stare fermi in attesa dell'estinzione.


4 commenti:

  1. Personalmente da tanto tempo la speranza che appelli e lettere a ministri e chi per loro servano effettivamente a qualcosa, ma proverò a scrive (come ho scritto tante altre volte), cogliendo il tuo appello
    Buon lavoro

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  2. Nel commento precedente mi è saltato un "ho perso" (ho perso la speranza)
    Chissà, forse significa che un po' me ne è rimasta

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  3. La speranza scricchiola anche in me.
    Ma condivido il suo bel post e lo pubblico sulla mia bacheca di facebook perché anche i miei amici virtuali e non possano leggerlo.

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  4. quella di chiamare in causa le organizzazioni (arci, parrocchie, sedi di partiti, ...) mi sembra un'ottima idea! Voi di habeshia che attraverso don mussie zerai avete un canale di comunicazione con il governo, non potete formalizzare la proposta? Spargetela a gran voce (comunicati, facebook, parlatene con Laura Boldrini, tutto il possibile insomma). Forse se si riescono a coinvolgere un numero elevato di persone, non potranno piu' fare finta di niente! Coraggio!

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