Andrea Segre

In questa pagina trovate informazioni e notizie legate principalmente alla mia attività di regia documentaria e cinematografica, ma anche scritti, riflessioni, diari di viaggio, appunti.

25 aprile 2017
NON DOVREBBERO ESSERE LE ONG A SALVARE I MIGRANTI
Tra tutte le sue pericolose follie c’è una cosa su cui Grillo, senza volerlo, ha ragione: non dovrebbero essere le ONG a salvare i migranti nel Mediterraneo. Ovviamente Grillo lo dice solo perché ha bisogno di guadagnare voti a destra, ma la questione, a parte le pericolose demagogie dei 5stelle, merita di essere affrontata seriamente. Continua a leggere qui.

LES SAUTEURS - IL FILM CHE TI GUARDA
ZaLab sta distribuendo in Italia un film speciale, perché è un film che ti guarda. L'ho presentato in due sale e ho visto gli occhi degli spettatori alla fine. Qui rivolgo a tutti un invito speciale.


COME VEDERE I MIEI FILM-TO WATCH MY FILMS:
Clicca sul titolo per acquistare DVD) - Click on the title to buy the DVD

- I SOGNI DEL LAGO SALATO (2015 - subt ita)

- LA PRIMA NEVE (2013 - subt ita)

- INDEBITO - (2013-subt ita)






- LA MAL'OMBRA (2007 - subt ita, eng)

Per i seguenti documentari - For the following docs
- A META' (2001)
scrivete a - please write to:
distribuzione@zalab.org

E' in vendita anche il mio libro

News, scritti e riflessioni

LIBERTA' E DIRITTI PER GABRIELE DEL GRANDE
FesteggiamDecine di iniziative in tutta Italia per chiedere la liberazione di Gabriele. Leggi qui l'appello
Per aderire: iostocongabrielelibero@gmail.com

DALLA LA CERIMONIA PER SANDRINE ALL' ASSEMBLEA VENETA PER L'ACCOGLIENZA DEGNA E DIFFUSA
Dopo la cerimonia per Sandrine di domenica 15 gennaio a Cona gli organizzatori hanno deciso di convocare per sabato 28 gennaio a Padova l'assemblea regionale per chiedere tutti insieme il superamento dei centri come Cona e per costruire un'accoglienza degna e diffusa. Questi i miei articoli collegati a queste importanti iniziative: IL VENETO CHE NON TI ASPETTI - LA CERIMONIA PER SANDRINE e IL CORAGGIO DI CHIEDERE SCUSA

DAL CENTRO AI CENTRI
Dopo la morte di Sandrine Bakayoko nel centro di Cona(VE) ripubblico una proposta rivolta alle molte città del nord che continuano a rifiutare progetti di accoglienza. Accoglienza: dai centri o al centro.

In occasione della Foto di Auguri 2017, tradizionale appuntamento natalizio a Piazza Vittorio organizzato da molte associazioni del quartiere, scrivo poche righe di proposte, come promesso in seguito all'articolo pubblicato il 20 novembre Sorrentino, Piazza Vittorio e la crisi di Roma che è stato letto da circa 30mila persone nei giorni scorsi.

Potete leggere le proposte qui


Si può rivalutare un quartiere senza creare esclusione?
Ho letto l'intervista-appello di Paolo Sorrentino su Il Messaggero di ieri, sabato 19 Novembre. Da due anni vivo a Piazza Vittorio e leggendo le parole di Sorrentino provo un certo spaesamento. Da una parte condivido la sua preoccupazione per alcune evidenti e inaccettabili non-curanze degli spazi pubblici, ma dall'altra il suo appello un po' mi preoccupa e mi aiuta a riflettere su quale sia la vera crisi della città in cui vivo. Qui ho provato a raccontare il mio pensiero?


Insieme ad Andrea Segré (quello con l'accento…come ci capita di scherzare insieme) e a molte associazioni calabresi il 10 e 11 dicembre cammineremo tra gli agrumeti e i paesi della Piana di Gioia Tauro per capire le connessioni tra diritti dei braccianti, agricoltura, grande distribuzione e abitudini di consumo. Il tutto, in collaborazione con Internazionale, sarà seguito in diretta da ZaLab .

Con due splendid film ZaLab rinnova la sua distribuzione.
PATIENCE PATIENCE (che presento il 24 novembre all'Apollo 11 insieme a Concita De Gregorio) su un gruppo di donne marocchine immigrate in Blegio che si riprendono la loro vita e GAYBYBABY splendido ritratto di quattro figli di famiglie gay.



Dalla Cina alla Libia passando per Ferrara. Dal 30 settembre al 2 ottobre sarò al Festival di Internazionale a Ferrara insieme a ZaLab e FuoriRotta per presentare i lavori di due documentaristi con cui ho condiviso quest'anno racconti e immagini: Davide Crudetti e Khalifa Abu Kraisse

LAGUNA SUD 2017
Dal 25 al 28 Agosto si è svolta la seconda edizione del festival Laguna Sud, svoltosi a Chioggia in collaborazione con della Giornate degli Autori.
Qui trovate i video realizzati durante il laboratorio coordinato quest'anno ad me e Agostino Ferrente.
TERRORISMO E NORMALITA'
siamo capaci di proporre altro?
L'unica reazione al terrore sembra la conservazione della normalità. Ma non è forse la normalità stessa ad ospitare il terrore?

Diari dalla Libia 2016
LA PRIMAVERA DI KELLY A TRIPOLI
In questi giorni la Libia vive un momento molto delicato. Da noi se ne parla solo per paura che dal caos libico possa emergere un altro spazio di potere dell'IS. In realtà sappiamo poco o niente. Ho chiesto ad un amico videomaker di Tripoli di aiutarci a capire. Leggete qui le sue lettere.
Libyan Diaries 2016
KELLY'S SPRING 2016
I've asked a libyan videomaker to tell us how is the life in Tripoli in these days of tension and crisis. Read the diaries from Tripoli

No Triv
REFERENDUM VERO O KAZAKO?

Il 20 marzo si tengono in Kazakistan elezioni legislative anticipate. La cosa ovviamente non fa alcuna notizia in Italia, ma ha invece molto a che vedere con un'altra importante non-notizia: il referendum del 17 aprile contro le trivellazioni lungo le coste dell'Adriatico. Continua a leggere qui


FUORIROTTA - IL NUOVO BANDO
Oltre 320 i progetti arrivati al nuovo bando Fuorirotta.
I risultati si avranno entro il 15 maggio
Per altre informazioni: info@fuorirotta.org

DOPO FUOCOAMMARE
Lettera aperta all'Europa che si è commossa.

La ferocia e la banalità del male si sono uniti in istanti di cinema, che la maestria di Rosi ha saputo cogliere dal corpo ferito dell'umanità.

Ora è a mio avviso necessario che quell'emozione non risolva e non pulisca le coscienze. Continua a leggere...


SPECIALE - 10 anni di ZaLab
L'associazione che ho contribuito a fondare e che ha prodotto e distribuito molti dei miei documentari festeggia i suoi 10 anni di vita e lancia delle super offerte per acquistare i nostri film e sostenere la nostra indipendenza!

LO SCIOPERO DELL'AIUTO
In tanti, troppi dicono che il 2015 è stato l'anno della consapevolezza europea del dramma dei migranti. C'è qualcosa che non funziona però in questa consapevolezza. Ho provato a capirlo ed è nato questo pezzo "Lo sciopero dell'aiuto" (pubblicato il 31.12 sulle pagine dei quotidiani locali del gruppo Espresso)

IL PARADOSSO DI ILIA
Sono stato al confine tra Grecia e Macedonia. Ho incontrato alcune storie assai utili per capire cosa sta succedendo in e intorno all'Europa. Tra queste quella di Ilia, che qui potete leggere.

LA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI - Venezia 11 settembre 2015

Bellocchio, Servillo, Saviano, Mastrandrea, Paolini e molti altri. Il mondo del cinema e della cultura finalmente si mobilita per rompere il silenzio sui diritti di rifugiati e migranti ed invita tutti venerdì 11 settembre a camminare scalzi lungo le vie del Lido fino al Palazzo del Cinema.

LEGGI QUI L'APPELLO E PARTECIPA









Andrea Segre

Scritti e News

2015

Novembre 2015

M.I.N.I. Expo - Made in the New Italy

C'è una nuova Italia dietro ai nostri pomodori, alle nostre arance.. Scoprile con ZaLab e Repubblica.tv


Ottobre 2015

GORIZIA-FRIULI-ITALIA - La vergogna ordinaria

Mercoledì 14 ottobre l'Isonzo rischiava di esondare e di portare via con sé le vite di 150 esseri umani. Ma nessuno se ne preoccupava, perché? Leggete qui. Il post in poche ore ha ricevuto migliaia di visite e molti commenti. Qui la mia risposta ai commenti più critici.


Settembre 2015

LAGUNA SUD - il cinema a Chioggia e Pellestrina

...come se uno dei grandi schermi della Mostra uscisse dal Palazzo e navigasse galleggiando verso Sud, lungo le rive della laguna.

Si è svolto a Chioggia dal 20 al 24 agosto il festival Laguna Sud - il cinema fuori dal Palazzo.


Agosto 2015

PROFUGHI SI, PROFUGHI NO, MA PERCHE'?

La mia opinione è che sia snervante e miope continuare a dividerci tra profughi si e profughi no. In questo articolo pubblicato sui quotidiani locali di Padova, Treviso e Venezia spiego perché.


5 luglio 2015 Referendum in Grecia

LA RABBIA DI POPPI

Poppi ieri notte non ha dormito e capire perché è oggi necessario per tutti noi. Continua a leggere qui

English: Poppi's Rage ; Español: Poppi no durmiò anoche



Aprile 2015

IS E MIGRANTI, LA GRANDE CONFUSIONE


Marzo 2015

L'ALZHEIMER DI SALVINI

La politica è una triste tecnica mediatica.


Gennaio 2015 - elezioni greche

LA SCELTA DI TETI

Teti è la protagonista del breve documentario prodotto per Internazionale sul giorno della speranza ad Atene Guarda LA SCELTA DI TETI (prima parte); Guarda LA SCELTA DI TETI (seconda parte)



- scopri i progetti finanziati da LA PRIMA SCUOLA


Dicembre 2014

Ottobre 2013 - Dopo la tragedia di Lampedusa

21.07.2013 In occasione dell'anteprima di Indebito a Locarno, pubblico due testi nati da riflessioni che hanno accompagnato la realizzazione di questo nuovo film: Il coraggio di esistere e L'esercito della competizione. Buona lettura.
15.05.2013 Insieme per lo Ius Soli: per sostenere il Disegno di Legge sul nuovo diritto di cittadinanza e per fermare i Ladroni Padani, che per vent'anni ci hanno rubato il futuro.
23.02.2013 Sono stato a Piazza San Giovanni alla chiusura della campagna elettorale del M5S. Queste le mie riflessioni: De Grillo elettorale 2 - dopo San Giovanni
19.02.2013 A pochi giorni dalle elezioni politiche 2013, una riflessione sul voto; un approfondimento critico su contenuti, modalità e rischi del MOvimento5Stelle: De Grillo elettorale
28.01.2013 Escono i dvd di Io Sono Li e Mare Chiuso, e ZaLab distribuisce un film fondamentale, Vol Special. Dedicato a chi ha il coraggio di dichiarare chi è davvero illegale.
29.08.2012 Alla 69 Mostra del Cinema di Venezia ci saranno due proiezioni speciali di Mare Chiuso (31 agosto alle 15.00 in Sala Perla 2) e di Io Sono Li (4 settembre alle 14.30 in Sala Pasinetti). IN questo occasione ho scritto due riflessioni: "Ma alla fine in realtà ci annoiamo" e "La dolce nave nel mare chiuso". Buona lettura.
6.06.2012 ZaLab in collaborazione con Amnesty e OpenSocietyFundations ha lanciato la campagna 20 giugno - MAI PIU' RESPINTI.
18.04.2012 Compaiono le foto di due migranti legati e scotchati durante volo di espulsione. I politici italiani si indignano. Ipocritamente. Nessun Krumiro al Cioccolato.
15.03.2012 Esce in Italia il mio nuovo documentario MARE CHIUSO sulle violenze italiane durante i respingimenti dei migranti africani in Libia.
3.02.2012 L'Italia è stata condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani per aver operato i respingimenti in LIbia. contro centinaia di migranti. Un giorno di giustizia, tristezza e speranza.
1.01.2012 In occasione del viaggio di Monti in LIbia, ZaLab lancia un appello e presenta il trailer del nuovo documentario realizzato da me e Stefano Liberti sui respingimenti dei migranti del 2009-2010: MARE CHIUSO (in uscita a fine marzo 2012) - vedi il trailer
08.01.2011 L'omicidio di Joy e Zhou Zheng è dolore e indignazione. In quelle strade ho girato le prime scene di Io Sono Li. Oggi sono stato a vedere Le Candele di Torpignattara
13.12.2011 Ci sono molte persone che vorrebbero vedere Io Sono Li, ma non lo trovano nella loro città. Per questo abbiamo lanciato l'idea di IO VOGLIO VEDERE.


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LIBIA, LA RISPOSTA, LE RISPOSTE

Quando si commettono errori gravi come sostenere dittature fino al punto di elevarli a difensori della propria supposta "civiltà", poi qualsiasi azione si compia, si continuano a compiere errori. Anche quando si prova ad aggiustare la rotta.


Detto ciò, voglio tentare un esercizio di analisi sincero e molto

difficile: rispondere alla domanda "sei d'accordo con questo intervento militare contro Gheddafi?". Non voglio mettermi nella comoda posizione di non prendere posizione, dicendo che comunque è tutto sbagliato. Anche se da più di due anni non ho nessun dubbio che sia tutto sbagliato.




Ci sono quattro posizioni possibili di fronte alla scelta militare della Coalizione contro Gheddafi.

Provo a metterle in ordine di criticità

1. E' un intervento giusto contro il dittatore e per la libertà del popolo libico.

2. E' un intervento giusto a favore della ribellione contro Gheddafi, ma gestito da Paesi colpevoli di aver sostenuto dittature per anni e anni e che ora si accorgono di essere terribilmente in ritardo, senza aver il coraggio di ammetterlo.

3. E' un intervento sbagliato perchè la guerra genera solo guerra e non può abbattere le dittature, anche quelle terribili come quella di Gheddafi.

4. E' un intervento sbagliato perchè gestito dal solito colonialismo imperialista contro un Paese sovrano.


Ci possono essere varie sfumature di intreccio tra le quattro opzioni,  ma queste mi paiono le sintesi più complete.

La complessità sta nel fatto che ognuna di queste quattro posizioni ha sia elementi condivisibili che criticabili. E ciò deriva dal fatto che di base ciò che stiamo vivendo è un intreccio inestricabile di contraddizioni e ambiguità.

La prima è condivisibile nella sua opposizione al dittatore, ma è criticabile nella sua unicità di punto di vista.

La seconda è molto meno acritica, ma evidenzia la ricerca di un equilibrio difficile tra sostegno e accusa.

La terza contiene una denuncia alla violenza militare che è umanamente impossibile accantonare come idealista, ma pecca di ingenuità storica.

La quarta sottolinea la continuità di spirito colonialista che nel profondo ancora guida l'Occidente, ma si muove verso una deriva che si avvicina troppo al sostegno a Gheddafi, dimenticando per altro le recenti profonde amicizie di Gheddafi con i poteri del "colonialismo imperialista".


Il punto è che alla faccia di tutte queste complessità critiche, è necessario porsi nella posizione scomoda e odiosa del potere, ovvero di chi deve e può decidere di attivare l'opzione militare. Cosa avreste fatto voi ieri, 20 marzo 2011?

Questa è la prima domanda da porsi oggi. Non è l'unica domanda, sia ben chiaro, ma è quella che genera la scelta e determina la posizione.

Come si risponde a questa domanda?

Sinceramente non ho la più pallida idea di come lo si faccia nella realtà dei palazzi di vetro, cristallo o acciaio che siano.

Ma posso provare a farlo come esercizio di onestà e chiarezza intellettuale.

Per rispondere a quella domanda devo provare a capire due cose: cosa sta succedendo e  cosa voglio che succeda Per sapere cosa sta succedendo o posso andare sul terreno o cerco delle fonti sulla cui indipendenza di ricerca e racconto non ho dubbi.  

Leggo, al massimo ascolto. Non guardo. Non la televisione, ma nemmeno altre immagini in generale. So per esperienza come si confezionano le immagini in guerra e non potrò mai ritenerle utili per comprendere.  

Sono sempre parziali, limitate e pilotate. Quindi leggo. Mi muovo in rete per trovare racconti internazionali che mi aiutino a capire. Non leggo le opinioni e gli opinionisti. Ma leggo chi scrive dal campo, fermandosi con le vite, gli sguardi, le storie delle persone. Cerco quei racconti che mi permettano di immedesimarmi, di provare a sentire nelle mie emozioni cosa significhi una situazione che non sto vivendo o non ho mai vissuto.

Dalle letture che ho fatto penso di aver capito tre cose:

1. la rivolta in Libia è diversa ma inseparabile da quella degli altri Paesi del Maghreb; nasce da una generazione di uomini e donne insieme, che grazie e a causa della globalizzazione ha la forza e la disperazione di ribellarsi a poteri tirannici; poteri che pensavano di poter dormire sonni tranquilli nel perfetto equilibrio tra dittatura e alleanza con interessi nazional-liberisti dell'Occidente. Una rivolta che ha spiazzato tutti i poteri, anche quelli fondamentalisti, arabi, occidentali o orientali che siano.

2. Gheddafi a differenza degli altri dittatori maghrebini aveva mantenuto un controllo clanico-familiare dell'apparato militare (come di tutti gli altri apparati, quali la polizia, la giustizia o l'economia petrolifera), evitando di distribuire potere e tenendo lontane le ingerenze diplomatiche internazionali. Questo gli ha dato la possibilità di non cedere alle pressioni delle rivolte, ma di scatenare la violenza contro di esse, puntando sul disorientamento dell'Occidente e sulla fedeltà e la brutalità del suo clan militarizzato.

3. A guerra scatenata non appoggiare i ribelli significa sia accettare la violenza del clan militare di Gheddafi contro migliaia di esseri umani sia consegnare i ribelli a sostegni di altri poteri, ben disposti a finanziare le rivolte per ottenere sviluppi a proprio favore; e tra questi poteri vi è sicuramente anche il fondamentalismo islamico armato.


Detto ciò mi chiedo cosa vorrei succedesse.

Vorrei che la dittatura di Gheddafi finisse come le altre del Maghreb.

Che la sua caduta generasse altre cadute in altri paesi arabi.

Che le non più nascondibili colpe dei paesi occidentali nei confronti di quelle dittature fossero il punto di non ritorno per il cambio delle politiche internazionali nel Mediterraneo, a partire da quelle sulle migrazioni.


Se unisco tutti questi elementi io il 20 marzo 2011 avrei detto di sì all'azione militare di attacco alle postazioni militari di Gheddafi e di sostegno all'azione dei rivoltosi.

E così oggi 21 marzo 2011 lo dico.

E aggiungo tre richieste molto chiare:

1. Che l'azione militare si fermi non appena sia chiaro che lo scopo di azzeramento delle forze di Gheddafi sia raggiunto (e non ci vuole molto, anzi) e non conduca ad un'invasione via terra.

2. Che l'intervento militare non possa in alcun modo cancellare le responsabilità occidentali. Questa terribile storia segnata da ipocrisie, ambiguità, falsità, ritardi e distrazioni deve diventare passaggio storico per rivoluzionare la posizione occidentale rispetto all'altra sponda del Meditterraneo. La storia deve sapere che abbiamo agito perchè abbiamo sbagliato, non perchè avevamo ragione. Per ricordarcelo, basta avere ben chiara in mente una sola delle disumane pagliacciate del Cavaliere col Colonello. Una sola.

3. Che all'azione militare si affianchi un'azione forte e molto aperta di accoglienza, che isoli le vergogne xenofobe che albergano nella pancia vecchia dell'Europa. Stanno cadendo sanguinosamente le dittature di cui siamo stati alleati. Ora dobbiamo prenderci la responsabilità della vita dei loro cittadini. Sarà costoso e doloroso, ma è nostra diretta responsabilità. I vari signori della paura, leghisti in testa, vanno attaccati e isolati esattamente come Gheddafi. Sono della stessa pasta. E contemporanemante vanno evitate situazioni disumane come quelle di Lampedusa. 

I Lampedusani hanno ragione: i profughi devono essere accolti altrove, non in una piccola isola priva di strutture. Ovunque, in tutte le regione italiane e se necessario europee. Senza se e senza ma. E con dignità e rispetto. E'  

il primo passo per un nuovo dialogo col Meditterraneo. Altrimenti ci rimarrà solo il turpe arroccamento degli animali padani.


Senza queste tre condizioni l'azione militare diventa inaccettabile e si trasforma in atto di ingerenza, di puro interesse e di demagogia.

Con queste tre condizioni l' azione oggi è necessaria.

Era meglio non arrivarci.

Ma oggi, 21 marzo 2011, è così.

Ahinoi.




P.S. MI fermo subito dopo a pensare. Perchè allora ero contrario ai bombardamenti contro Milosevic, pur essendo fortemente contro Milosevic? Perchè non appoggiavano una rivolta di popolo o una resistenza contro una dittatura, ma un'istanza nazionalista  ed etnico- separatista (quale poi è stata); perchè erano finalizzati all'occupazione militare e alla costruzione di un protettorato (quale tutt'ora è); perchè non avevano avuto alcuna risoluzione delle nazioni unite prima dell'attacco.


P.S. 2 E' limitante leggere gli eventi internazionali con la lente miope della politichetta italiana. Ma mi concedo due righe per farlo.  

Per dare un piccolo consiglio all'opposizione:  chiedete a Napolitano (e potete farlo) di dire chiaramente che l'Italia ha sbagliato profondamente nei rapporti con la Libia, che sono stati commessi errori politici e umani inaccettabili e che oggi bisogna agire in direzione opposta per prendersi le proprie responsabilità, tra le quali vi è anche quella dell'accoglienza dei profughi. E poi dico con chiarezza che chiunque non fosse d'accordo con queste frasi dovrebbe dimettersi da ruoli istituzionali (politici dell'opposizione compresi, ovviamente).


14 commenti:

  1. Ho appena comprato Limes, ponendomi le stesse domande tue e rimanendo a cavallo fra le stesse risposte che tu ti dai.
    Ti segnalo che Albino Bizzotto (Beati i costruttori di pace), è a favore almeno in principio dell'intervento inquanto prima risposta Onu e in mancanza di alternative diplomatiche convincenti.
    Quanto alla mia posizione... continuo a leggere per capire.

    ti saluto e ti seguo
    Marco Tassinari
    http://taffi.it

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  2. Ben detto. Mi ero posto le stesse domande e dato le stesse risposte. Mi restano due domande. 1) Se era possibile con pressioni diplomatiche internazionali fermare il colonnello senza intervenire militarmente. Certo, i tentativi fatti hanno fallito, ma a causa della follia di Geddafi o a causa di strategie di pressione errate o in altra maniera inefficaci (colpevolmente inefficaci?). 2) Se accanto a obiettivi militari fossero avvenuti gravi "incidenti" su mercati, scuole, civili... cosa avremmo pensato dell'intervento militare?

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  3. "E aggiungo tre richieste molto chiare:"

    Ma queste 3richieste non verranno mai soddisfatte! Lo dice la storia, passata e presente.
    Anche il solo pensarle, immaginarle come possibili, mi sembra ingenuo.


    "Senza queste tre condizioni l'azione militare diventa inaccettabile e si trasforma in atto di ingerenza, di puro interesse e di demagogia.
    Con queste tre condizioni l' azione oggi è necessaria."

    Quindi, se dopo una guerra e civili uccisi queste 3 condizioni non si verificassero, cosa facciamo, prendiamo una matita e riavvolgiamo la musi-cassetta?

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  4. Non lo so.., io non riesco a dire di essere d'accordo con l'intervento militare(che poi vuol dire ammazzare delle persone!), anche se rispettasse le condizioni che pone Segre..
    A tutti noi sembra che non ci siano altre soluzioni percorribili, ma questo non è esatto!!, o meglio non è completo...non lo è perchè è dovuto alla nostra consapevolezza di avere nelle più alte posizioni di potere (ma non solo..) delle persone incapaci anche solo di immaginare altre vie e un'altra visione del mondo.. ecco, è solo per questo che la guerra diventa la sola strada possibile..
    Altre strade ci sono, solo che non abbiamo la volontà o la forza di percorrerle.. non riuscite ad immaginarne proprio nessuna?? Lorenzo

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  5. Purtroppo quello che non ci dicono è che in realtà questa guerra è frutto della crisi economica, della necessità per l'occidente di trovare fonti di energia da struttare e per continuare a mantenere costanti i nostri standards di vita attuali. non credo che l'intervento sia motivato dalla volontà di salvaguare i diritti del popolo libico, piuttosto quella di salvare i nostri. credo che finchè non vi sarà un cambiamento profondo del nostro stile di vita, consumistico e distratto, lontano dalle nostre tradizioni, questo tipo di guerre sarà sempre più frequente, a meno che prima non saremo intossicati da qulache nube tossica da noi prodotta. continuo a fare del mio meglio tutti i giorni per far si che queste tristi previsioni non si realizzino.

    baba alessan

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  6. Grazie Andrea. Non avrei saputo dirlo meglio. Lo posto anche sul mio blog.

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  7. bell'analisi Andrea e bel coraggio di mettersi in discussione. Credo di poter far mie le tue parole....

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  8. non comprendo come possa un ragionamento ben congengato su una questione di peso internazionale che comporta anche una guerra concludersi con un ridicolo attacco alla Lega la quale unica, ha posto il dubbio della legittimità di un intervento che pone l'Italia in una difficile posizione essendo essa sola nazione che da accoglienza ai profughi. Ricordo che la Spagna di sinistra non esita a sparare contro chi si avvicina alle enclaves in Tunisia. Peccato! un'occasione di essere intellettualmente onesti è sfumata ancora una volta.

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  9. L'ho letto con gioia e confesso con un gran sospiro di sollievo. per la prima volta, in questi giorni, non mi sono sentita fuori sincrono. Ho finalmente trovato chi la pensa esattamente come me ma lo esprime molto meglio. Grazie
    Stefania Barzini

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  10. Come si crea una rivoluzione: lo leggo da Limes. Si crea un evento cui l'avversario non possa che rispondere con violenza. Si enfatizza la disparità di mezzi. Si distribuiscono sui social network immagini che dimostrano la nostra tesi. Si usa la televisione per rilanciarle. Ci si fa ammazzare facendo montare la rabbia della gente.



    In Libia gli esuli dell'opposizione hanno usato con abilità e strategia politica chiara le possibilità date dai social network e dai mezzi d'informazione.



    L'emozione è inevitabile: l'istinto ci porta ad essere favorevoli ad un intervento armato. Le nazioni europee non aspettavano di meglio per fare i propri interessi e cavalcare l'onda.



    Ed io vi esorto: non credete a niente ed a nessuno, fate ricerca ed usate le vostre possibilità di analisi e di confronto. Cercate strumenti di informazione che favoriscano l'approfondimento piuttosto che la presa diretta.



    Limes del mese scorso è ancora in edicola.

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  11. La riflessione di Andrea mi conferma l'idea che nella società esistono molti più cervelli pensanti e capacità di visione che nelle sfere decisionali. Sottoscrivo con forza la risposta di Barbara su quello che i media non dicono, cioè che all'origine profonda dell'intervento e di quanto accade c'è un paradigma di economia e modello di sviluppo e di crescita depredatrice che si vuole continuare a sostenere, malgrado intorno tutto ci dovrebbe segnalare che non può reggere più e bisogna guardare oltre e cambiare rotta.
    Cinzia Di Fenza
    (Libertà e Giustizia, roma)

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  12. Non è per niente facile parlare di politica estera senza essere realmente competente ma una cosa mi è chiara: Gheddafi stava uccidendo i civili e questa è una cosa che non è possibile lasciare accadere senza fare qualcosa. E la prima colpa della comunità internazionale è stata la sconvolgente lentezza nel prendere atto di ciò. Tutti gli errori successivi sono diretta conseguenza di questo colpevole immobilismo dettato da considerazioni non proprio umanitarie.

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  13. bravissimo. assolutamente d'acccordo, e ammiro la tua pazienza argomentativa.

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  14. Mi scuso se questo intervento non è esattamente in tema. d'altra parte lo trovo necessario.
    Mi pare che quanto detto da andrea "esaurisca" l'argomrnto in modo chiaro e onesto. colgo però tra i commenti troppi elementi "bloccati", il pacifismo a oltranza e certa tifoseria partitica (il primo certamente più nobile della seconda)e mi piacerebbe scoprire per una volta che almeno nel mondo delle idee di un blog o di un forum i "tifosi", via la maglia, mostrino la non graniticità delle loro idee, cosa indispensabile perché dal confronto si giunga a posizioni nuove inusitate, condivise.
    L'affastellamento degli insulti o dei complimenti va bene ma un po' di sintesi ogni tanto non farebbe male.

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